Intossicazioni alimentari in vacanza: cosa fare per evitarle?

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Con l’arrivo della stagione estiva e delle vacanze in paesi che adottano delle norme igieniche meno accurate, aumentano i casi di intossicazioni alimentari; episodi che possono limitarsi a qualche giornata di disturbi gastrointestinali e febbre fino a problematiche ben più serie, se non addirittura al decesso.

Proprio per questo è fondamentale sapere quali comportamenti adottare e quali evitare, sia in casa che in vacanza, per cercare di limitare al massimo i rischi di ingerire cibi e bevande contaminate.

Spesso la proliferazione di agenti patogeni nei cibi è dovuta a una mala conservazione degli stessi, talvolta invece sono gli errori nella fase di cottura a determinarne l’insorgenza.

Come indicato sul sito dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS), esistono più di 250 tossinfezioni alimentari: un rischio maggiore lo si incontra nei Paesi del Sud-Est asiatico, del Medio Oriente, dell’America latina e dell’Africa Centrale.

Intossicazioni alimentari: le cause

I cibi, sia animali che vegetali, possono essere portatori di batteri e altri agenti patogeni capaci di danneggiare l’organismo umano. I microrganismi colonizzano le mucose intestinali, alterando il nostro microbioma. La conseguenza è l’intossicazione.

Soprattutto i cibi di origine animale come carne e pesce, derivando da essere viventi, devono essere ben trattati prima di finire nei piatti dei consumatori.

Uno dei batteri più temuti è l’escherichia coli, organismo presente nella flora intestinale di alcuni mammiferi che causa la salmonellosi. Altro agente patogeno da non sottovalutare è il Vibrio, presente nei molluschi e crostacei.

Intossicazioni alimentari: le regole da adottare

Per poter limitare al massimo il rischio di infezioni è necessario adottare alcune regole: anzitutto è fondamentale conservare bene i cibi una volta acquistati, quindi non far passare troppo tempo prima di metterli in frigo o in freezer.

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In vacanza è bene evitare di consumare cibi crudi e di bere acqua di fontana, così come bevande con aggiunta di cubetti di ghiaccio.

Chiedere sempre che i cibi come carne e pesce vengano ben cotti nei ristoranti ed evitare di consumare vegetali crudi e già tagliati, perché è segno di una maggior manipolazione che può favorire l’insorgenza di batteri.

Evitare di acquistare cibo da ambulanti o al mercato (soprattutto se ci troviamo in zone in cui palesemente vengono a mancare le norme igieniche di base).

E’ poi opportuno acquistare prodotti in luoghi sicuri, per riconoscerli spesso è sufficiente osservare il livello di igiene del negozio stesso.

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Alimentazione · Ho un bimbo

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