Dal nuovo anno al via le fecondazioni eterologhe in Lombardia

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A partire da gennaio 2020, prenderanno il via gli interventi di fecondazione eterologa in Lombardia. Sono già pronti i gameti, conservati all’ospedale Niguarda, destinati ai primi interventi rivolti alle coppie in lista d’attesa. Ad annunciarlo è stato proprio Maurizio Bini, il direttore del rinomato centro di fertilità lombardo, assicurando che tutti gli interventi già prenotati avranno luogo con l’inizio del nuovo anno.

Impegno e fondi della Lombardia per le fecondazioni eterologhe

La fecondazione eterologa consente a donne impossibilitate ad avere figli di ricorrere a ovuli di donatrici che verranno fatti fecondare dal seme del partner oppure di accedere alla banca di seme in caso d’infertilità maschile.

Al momento, in Lombardia sono state inserite in lista d’attesa 203 coppie desiderose di avere un figlio. Queste si serviranno della fecondazione assistita. Per la conservazione dei gameti presso la banca del seme al Niguarda, e per il personale addetto all’intero processo di fecondazione assistita, la Regione Lombarda ha già investito 2 milioni di euro. Tutto il lavoro fino ad ora svolto troverà finalmente i suoi risultati a gennaio, quando le fecondazioni eterologhe saranno ufficialmente praticate a tutti gli effetti. Si tratta di un grande passo in avanti per la scienza e per la vita!

Fecondazioni eterologhe e convenzioni statali

Dopo anni di discussioni in relazione all’argomento, le procedure di fecondazione assistita sono realmente rientrate nei piani della medicina lombarda. Presto tutti i centri della regione saranno operativi e, in promozione della fertilità, non saranno presenti soltanto ambulatori privati: gran parte di essi riceveranno infatti la convenzione statale. Questo significa che l’iniziativa è appoggiata in maniera sostanziale dal servizio sanitario nazionale. Il tutto è stato sostenuto e confermato dall’assessore al Welfare Giulio Gallera.

Tali agevolazioni alla fertilità verranno attuate rigorosamente a tutte quelle coppie che sono impossibilitate (o hanno probabilità molto basse) di avere un figlio naturale. Le procedure prenderanno il via in seguito all’accertamento delle condizioni della coppia, una volta effettuati tutti gli esami diagnostici che sono previsti dal protocollo in tali circostanze.

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