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02/11/2026
Assenze frequenti, verifiche consegnate in bianco o una crescente paura di parlare in classe possono indicare che uno studente si sta allontanando dalla scuola.
Non bastano, da soli, a prevedere un abbandono o il rischio di diventare Neet: giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione. (Not in Education, Employment, or Training)
Le esperienze di docenti e tutor mostrano quali difficoltà osservare e come la scuola ha cercato di mantenere il contatto con alcuni studenti.
I segnali non sono solo nei voti
Le difficoltà possono emergere nelle insufficienze che si accumulano, nelle assenze e nelle prove lasciate in bianco.
Il rendimento, però, non racconta tutto: contano anche i cambiamenti d’umore, la chiusura e il ritiro dalle relazioni in classe. Uno studente può spostarsi in fondo all’aula per rendersi meno visibile; la paura del giudizio può portarlo a non fare domande.
Gianmarco Martelloni, dirigente scolastico dell’istituto Capirola di Leno, osserva che i segnali scolastici e quelli relazionali possono presentarsi insieme, ma questi ultimi sono più difficili da interpretare, soprattutto in chi è già riservato. Il passaggio tra scuola media e superiori è particolarmente delicato intorno ai 14-15 anni.
Interventi diversi per difficoltà diverse
Una studentessa del Capirola lavorava di notte in un fast food e faticava a frequentare le lezioni del mattino. Grazie a fondi del Pnrr contro la dispersione, la scuola ha organizzato incontri di recupero pomeridiani, dalle 14 alle 16. La ragazza ha proseguito gli studi, si è diplomata e oggi lavora.
In un altro caso, uno studente di prima media frequentava al massimo un giorno a settimana. La tutor Genet Antognazza ha cercato di mantenere il contatto anche quando saltava gli incontri, partendo dal suo interesse per musica e videogiochi. Un’altra tutor ha aiutato una studentessa timida, che temeva il giudizio dei compagni, a considerare l’errore come parte dell’apprendimento.
Il rapporto con studenti e famiglie
Per Mariagrazia Castelvedere, docente di sostegno al Capirola, ascoltare senza giudicare e costruire fiducia richiede tempo. Difficoltà personali, lavoro e relazioni possono pesare in modi diversi: non portano automaticamente all’abbandono o alla condizione di Neet.
Martelloni richiama l’importanza di mantenere un rapporto con le famiglie. Quanto agli interventi contro la dispersione finanziati dal Pnrr, li considera tra gli strumenti più efficaci per la sua scuola negli ultimi anni, ma ricorda che erano straordinari e non semplici da replicare. Per le scuole resta dunque aperto il problema di come dare continuità al sostegno.




