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31/10/2026
Dal 2 all’8 novembre 2026 torna la Settimana della Sicurezza del Bambino in Auto, con incontri, dimostrazioni e attività di sensibilizzazione rivolti alle famiglie. La terza edizione nasce anche dopo il dato di 33 bambini tra 0 e 14 anni morti sulle strade italiane nel 2025, quattro in più rispetto all’anno precedente. La cifra riguarda tutti gli incidenti stradali, non soltanto quelli avvenuti in automobile.
Una settimana nazionale dopo i 33 decessi
La settimana è promossa da UNASCA e Centro Studi Cesare Ferrari ed è stata presentata alla Camera dei Deputati. L’iniziativa, patrocinata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dall’ANCI, vuole coinvolgere genitori, nonni e altre persone che si prendono cura dei bambini, portando il tema della sicurezza nei diversi contesti della vita quotidiana.
Il dato dei 33 bambini morti nel 2025 è elaborato da ACI-ISTAT e comprende gli incidenti stradali che hanno coinvolto persone tra zero e 14 anni. Non indica quanti decessi siano avvenuti in auto: è un quadro più ampio, che richiama l’attenzione sulla prevenzione e sulla protezione dei bambini anche quando si spostano come pedoni o ciclisti.
Seggiolini e sistemi di ritenuta, anche per i tragitti brevi
Il programma prevede incontri informativi e dimostrazioni pratiche in tutta Italia, organizzati dalle autoscuole e dagli studi di consulenza automobilistica aderenti, anche attraverso iniziative nelle scuole e il coinvolgimento delle amministrazioni comunali. Al centro ci sono l’uso corretto dei seggiolini e degli altri sistemi di ritenuta, oltre alla scelta di dispositivi adatti all’età e alle caratteristiche dei bambini.
La sensibilizzazione riguarda ogni spostamento, compresi quelli brevi. L’obiettivo è far sì che le famiglie possano ricevere indicazioni pratiche e che le autoscuole diventino un punto di riferimento per la prevenzione. «La sicurezza stradale non si costruisce soltanto attraverso le norme e le sanzioni, ma soprattutto attraverso la formazione e la consapevolezza dei rischi», ha dichiarato Alfredo Boenzi, segretario nazionale Autoscuole UNASCA.
La responsabilità degli adulti e il ruolo dei Comuni
Per UNASCA, la protezione dei bambini dipende anche dai comportamenti quotidiani di chi guida. La formazione e l’attenzione agli utenti più vulnerabili, ha sottolineato Boenzi, sono parte di una responsabilità collettiva. La campagna intende quindi coinvolgere le famiglie e le comunità locali, non limitando il messaggio ai soli giorni dell’iniziativa.
Stefano Locatelli, vicepresidente dell’ANCI, ha richiamato il ruolo dei Comuni nella sicurezza degli spazi pubblici e nella prevenzione stradale. Le amministrazioni possono collaborare alle attività sul territorio. Più in generale, le polizie locali svolgono un ruolo nei controlli e nell’educazione stradale. L’obiettivo dichiarato da UNASCA è «zero morti, zero feriti tra i bambini in auto».
Durante la settimana sono previsti incontri e dimostrazioni pratiche sull’uso dei seggiolini e dei sistemi di ritenuta, con attenzione anche agli spostamenti più brevi.




