Caro Babbo Natale, è una mamma che ti scrive

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Caro Babbo Natale, è una mamma che ti scrive. Una donna che, in cuor suo, crede ancora nei miracoli. Non a caso, infatti, chiedo ai bambini di mettere a posto la cameretta, di non distruggere i giocattoli, di andare a letto presto e di mangiare la verdura, aspettandomi un risultato.

Caro Babbo Natale, ti scrivo anche io, perché non si sa mai. Io il camino non ce l’ho, ma prometto di non denunciarti, per violazione di domicilio, caso mai volessi entrare a casa, per qualche buona novella. Sappi che non mi offenderei affatto, qualora passassi anche l’aspirapolvere, prima di andar via. Ti considero uno di casa, un parente, di quelli che vivono all’estero, per cui sentiti libero anche di tirar su la polvere e le briciole dei biscotti, che ti faremo trovare sotto l’albero.

Carissimo, ti ho preparato una lista, ma, siccome sei un maschio, e la possibilità che tu te la perda è molto probabile, ti faccio trovare la casa tappezzata di post- it, con la lista dei miei 5 desideri. A naso, credo che sarebbero apprezzati anche da altre colleghe mamme. Al tuo buon cuore.

Considera che non devi costruire proprio niente, sono regali senza budget. Ecologici, sostenibili, senza ingombro. Non ti pesano nel viaggio, non ti ingolfano la slitta, non sfiancano le renne, non ti appesantiscono le consegne. Insomma, se non mi accontenti, sei proprio uno @@@@.

Ecco, caro Babbo Natale, cosa vorrei:

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1. Che nessuno mi dica più come devo fare la mamma. No consigli. No raccomandazioni. No sentenze. No giudizi. Niente di niente.
2. Che possano essere puniti, quelli che mi guardano storto perché ho osato portare i figli al supermercato, ad una fiera, ad un evento, in una spa, in una piscina, in un negozio di abbigliamento. Insomma, semplicemente, per strada, fuori casa. Che siano puniti con la peggior pena: avere dei figli che ne combinino di ogni, fino all’età di Mosè
3. Che nessuno più mi ricordi l’ovvietà delle ovvietà: “i figli crescono, poi non ti baciano più, non ti abbracciano più, non stanno più con te, quindi te li devi godere, ora”. Il ché, implica che non si possa manco sbadigliare per la stanchezza, avere borse nere sotto gli occhi, bisbigliare che si è sfinite, che i bimbi stracciano le budella (a volte eh). Non si può più dir nulla, secondo sta gente qua. Come se, così facendo, qualcosa cambiasse.
4. Mi devi punire, quando mi viene l’idea di avere un altro figlio. Come terzo, già sappiamo che il marito è più che sufficiente.
5. Vorrei che togliessi la voce, stile Sirenetta, alle mamme che “io faccio il doppio lavoro”, ” i miei sono maschi, vuoi metter lo sbattimento”, ” figurati, io ne ho tre”, ” non ho mica tempo da perdere a preparare i biscotti”, ” tu sei fortunata, tuo marito ti aiuta”.

Come vedi, Babbo caro, ti ho chiesto solo 5 cose, 5 desideri. Sii buono, oppure, dico a tutti che sei un impostore, e ti avveleno con i biscotti fatti dai bambini, a scuola materna.

Buon Natale!

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