Alla scoperta del Metodo Montessori: una collana di libri dedicati alla pedagogista italiana

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A oltre cento anni di distanza dall’apertura di quella Casa dei Bambini che resta una delle sue migliori intuizioni, oggi è possibile riscoprire il pensiero e la genesi del cosiddetto Metodo inventato da Maria Montessori, pedagogista marchigiana che ha rivoluzionato l’approccio educativo con i bimbi.

Una collana dedicata al Metodo Montessori

Dopo la prima uscita del 20 agosto, in edicola torna il secondo appuntamento con l’iniziativa editoriale rivolta a un personaggio ancora sottovalutato da parte del mondo culturale e scolastico, vale a dire Maria Montessori (1870-1952).

Infatti, il Corriere della Sera ha lanciato una collana dedicata alla riscoperta della figura della pedagogista marchigiana e al suo celebre Metodo, oramai adottato in migliaia di istituti scolastici in tutto il mondo.

In questa serie di venti volumi (tra i quali sono comprese anche opere scritte dalla stessa Montessori, come ad esempio “La scoperta del bambino”) è possibile ripercorrere, attraverso l’analisi di studiosi contemporanei, la genesi di quell’approccio educativo che rimetteva al centro il bambino e, a differenza del passato, esaltava maggiormente non solo la creatività dei più piccoli ma pure quelle risorse interiori spesso “frustrate” dai vecchi metodi scolastici ottocenteschi.

Maggiore libertà ai bambini

Infatti, come si scopre anche dal secondo volume della collana in questi giorni in edicola, “Il segreto dell’infanzia” (edito nel 1938 in Svizzera, nel quale vi sono raccolti alcuni capisaldi del pensiero di una delle più note femministe e scienziate nostrane), l’ambiente in cui cresce il bambino è fondamentale per la sua formazione e, se non viene aiutato in questo percorso, “egli sarà in continuo pericolo dal punto di vista della vita psichica”.

Non solo: nel Metodo Montessori la maestra diventa, più che una autorità superiore, una sorta di guida ma anche una osservatrice dei comportamenti del bambino, al quale concede la facoltà di sbagliare senza ricorrere necessariamente a delle punizioni.

Insomma, maggiore libertà ai più piccoli e spazio alla loro creatività, invertendo il rapporto tra loro e gli adulti, e collocando il bimbo al centro del progetto educativo: cosa che purtroppo ancora oggi, a oltre un secolo da quelle teorizzazioni, non sempre avviene e dunque la riscoperta dell’opera della Montessori può costituire un momento di riflessione per l’intero mondo scolastico e per ripensare, sin dalle fondamenta, anche l’approccio educativo.

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