Alfie Evans, ennesimo no dei giudici inglesi: il bimbo non potrà essere curato al Bambin Gesù di Roma

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Nuova fumata nera nella giornata di ieri per quanto riguarda il caso del piccolo Alfie Evans: i giudici della Corte d’Appello di Londra hanno nuovamente respinto la richiesta dei genitori affinché il bimbo, affetto da una rara forma di encefalopatia, possa essere trasferito in un ospedale italiano.

I giudici negano il trasferimento in Italia

Sembrano spegnersi definitivamente, nelle ultime ore, le speranze per il piccolo Alfie Evans di poter essere trasferito in Italia per venire sottoposto a una cura sperimentale: infatti, ancora una volta la giustizia britannica ha negato al bimbo di due anni, affetto da una forma di encefalopatia epilettica (una rara malattia neurodegenerativa), la possibilità di usufruire di un volo speciale, messo nei giorni scorsi a disposizione dallo stesso Governo italiano, per continuare le cure presso l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.

La Corte d’Appello del Tribunale di Londra ha infatti respinto il ricorso dei genitori che stavolta puntavano forte sul miracolo andato in scena presso l’Alder Ray Hospital di Liverpool dove il figlio è ricoverato: nonostante gli fossero state staccate le macchine, Alfie è riuscito a sopravvivere e solo successivamente i medici sono tornati a somministrargli acqua e ossigeno.

Fine della battaglia legale?

Insomma, le motivazioni forti sui cui si basava il ricorso dei coniugi Evans (la sopravvivenza di Alfie a più di un giorno dal distacco delle macchine che l’avevano tenuto in vita per mesi, ma anche il diritto alla libera circolazione di qualsiasi cittadino dell’UE, ricordando che al bimbo era stata concessa la cittadinanza italiana dal nostro Paese) non hanno convinto i giudici della Corte d’Appello londinese.

Nelle motivazioni rese note a seguito della sentenza si legge che ci sarebbe “un consenso generale che Alfie Evans sta morendo”, motivo per cui non è stato autorizzato il trasferimento a Roma per iniziare un ciclo di cure sperimentali: non ci sta ovviamente il loro legale, secondo il quale si sarebbe verificato “un significativo cambiamento di circostanze” a seguito dello spegnimento dei macchinari che lascia intendere come Alfie possa ancora vivere e “non si debba lasciare nulla di intentato fin quando sarà possibile”.

Dal canto loro, i genitori hanno annunciato che faranno causa all’ospedale di Liverpool per “cospirazione finalizzata all’omicidio del figlio”.

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