Alba Adriatica, merende fatte in casa vietate alla scuola dell’infanzia: le nuove regole

Ad Alba Adriatica le merende fatte in casa restano vietate alla scuola dell’infanzia. Fino all’apertura della mensa sono ammessi solo alcuni prodotti confezionati e consumabili in autonomia, con un’eccezione per gli alunni che ricevono supporto.

20/09/2026

Alla scuola dell’infanzia di Alba Adriatica, in provincia di Teramo, le merende preparate in casa non possono più essere portate dai bambini. La decisione ha suscitato la protesta delle famiglie e ha portato a una modifica delle disposizioni in attesa dell’apertura della mensa, prevista per il 1° ottobre. Il nuovo regolamento ammette solo alcuni alimenti confezionati e stabilisce che, salvo gli alunni che ricevono supporto, i bambini debbano consumare la merenda in autonomia.

Perché la scuola ha vietato i cibi preparati a casa

La disposizione è stata firmata dalla dirigente scolastica Fiorenza Marano sulla base di una decisione del consiglio d’istituto. Alla base ci sono ragioni igienico-sanitarie: docenti e collaboratori scolastici non dovrebbero manipolare il cibo dei bambini, così da ridurre il rischio di contaminazioni.

In una prima versione, la regola escludeva del tutto la possibilità di portare la merenda da casa. Le famiglie hanno chiesto di rivedere il provvedimento, anche perché in precedenza la merenda era regolamentata. Dopo il confronto, mediato da un avvocato, l’istituto ha scelto una soluzione parziale: il divieto dei cibi fatti in casa resta, ma alcuni prodotti confezionati possono essere consumati prima dell’avvio del servizio mensa.

Quali merende sono consentite fino all’apertura della mensa

Fino al 1° ottobre, la merenda può essere consumata dai bambini che dimostrano totale autonomia operativa, con l’eccezione degli alunni che ricevono supporto. Per gli altri bambini, il personale non può aprire confezioni, strappare involucri o maneggiare alimenti. Sono previste regole specifiche anche per i prodotti:

  • prodotti confezionati industriali in porzione singola;
  • frutta già tagliata e confezionata industrialmente;
  • prodotti da forno provvisti di etichetta;
  • alimenti inseriti in contenitori che il bambino riesca ad aprire senza aiuto.

Restano esclusi i cibi preparati in casa, gli alimenti deperibili o da conservare in frigorifero, quelli da riscaldare o da consumare con le posate e le confezioni con bordi taglienti. Non è consentito nemmeno scambiarsi la merenda. Le quantità devono inoltre poter essere consumate in circa dieci minuti.

Il confronto con le famiglie resta aperto

La modifica non ha chiuso il confronto. Alcune famiglie avrebbero preferito un menù settimanale per le merende, con indicazioni precise sulla conservazione degli alimenti, invece di una scelta limitata ai prodotti industriali. Per una parte dei genitori, biscotti e ciambelloni preparati in casa rappresentano un’alternativa preferibile agli snack confezionati.

La dirigente ha annunciato anche un regolamento sulla gestione delle merende valido per tutte le scuole dell’istituto comprensivo di Alba Adriatica. Alle famiglie viene chiesto di abituare i bambini ad aprire autonomamente le confezioni scelte: in attesa della mensa, è questo il punto pratico con cui devono confrontarsi genitori e scuola.

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