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07/09/2026
La famiglia di un bambino di 9 anni ha presentato una denuncia ai Carabinieri della stazione di Marianella per presunti maltrattamenti avvenuti in una scuola di Scampia, a Napoli. Alla denuncia, secondo quanto riferito, sono state allegate registrazioni audio e documentazione sanitaria. La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per lesioni: gli accertamenti dovranno chiarire quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità.
La denuncia presentata dalla famiglia
I genitori avevano chiesto spiegazioni alla scuola dopo aver rilevato segni sul corpo del figlio. Secondo la loro ricostruzione, il personale scolastico avrebbe prospettato che potessero essere conseguenza di comportamenti del bambino stesso. La famiglia ha quindi deciso di raccogliere ulteriori elementi, inserendo un piccolo registratore negli indumenti dell’alunno durante l’orario scolastico.
Le registrazioni sono state consegnate agli investigatori insieme alla denuncia e alla documentazione sanitaria relativa al minore. Sarà il lavoro della Procura e dei Carabinieri a valutare il contenuto dei materiali depositati, il loro possibile rilievo nell’indagine e la compatibilità tra gli elementi raccolti e quanto denunciato dai genitori.
La ricostruzione indica un addetto all’assistenza
Nella denuncia della famiglia viene indicato un operatore addetto all’assistenza scolastica. Non si tratta di responsabilità accertate: l’identificazione di eventuali condotte e dei soggetti coinvolti rientra nelle verifiche ancora in corso.
L’avvocato Petruzzi, legale dei genitori, ha chiesto che vengano esaminate possibili responsabilità dirette e l’eventuale omessa vigilanza. Il deputato Francesco Emilio Borrelli ha invece sollecitato l’intervento dell’ufficio scolastico e delle autorità competenti, chiedendo provvedimenti nei confronti di eventuali responsabili. La richiesta resta distinta dalle decisioni che potranno essere adottate dalle autorità al termine degli accertamenti.
Il Comune: vicenda seguita da circa un anno
L’assessora al Welfare del Comune di Napoli, Chiara Marciani, ha dichiarato che la vicenda risale a circa un anno fa e che il bambino e la sua famiglia sono stati seguiti dai servizi sociali territoriali. Secondo l’assessora, dirigenti e assistenti sociali hanno accompagnato il nucleo familiare nelle diverse fasi, mantenendo un rapporto con i genitori e cercando di rispondere alle necessità emerse.
Marciani ha aggiunto che il servizio di assistenza specialistica di competenza comunale è stato garantito e successivamente riorganizzato con un diverso operatore. Il bambino è stato poi trasferito in un altro istituto scolastico; il Comune riferisce che la famiglia è stata accompagnata nella fase di cambiamento e nell’inserimento nel nuovo contesto educativo.
Il nodo per la scuola e la famiglia
L’indagine dovrà stabilire se gli elementi consegnati dalla famiglia confermino le accuse e se vi siano responsabilità individuali o carenze nella vigilanza. Nel frattempo, il percorso scolastico dell’alunno prosegue nel nuovo istituto con un’assistenza riorganizzata: per la famiglia resta centrale la continuità del sostegno e un inserimento scolastico attento alle sue esigenze.




