Meta ha raggiunto negli Stati Uniti un accordo per chiudere le controversie avviate sulle accuse relative ai danni ai minori connessi a Instagram e Facebook. L’intesa riguarda le cause intentate da 47 Stati, Washington D.C. e alcuni territori statunitensi e non comporta un’ammissione di violazioni di legge da parte dell’azienda.
Accanto alla componente economica, il patteggiamento contempla interventi destinati agli utenti minorenni sulle due piattaforme. Sono previste limitazioni del tempo trascorso online, blocchi notturni, restrizioni alle notifiche durante l’orario scolastico, controlli parentali più efficaci e sistemi più rigorosi per la verifica dell’età. L’efficacia delle misure dovrà inoltre essere sottoposta a verifiche indipendenti.
Il valore dell’intesa e l’esposizione indicata da Meta
Il valore complessivo indicato per l’accordo può arrivare a 17,1 miliardi di dollari. La struttura dei versamenti prevede una quota iniziale compresa fra circa 12,2 e 12,7 miliardi di dollari; il totale può superare i 17 miliardi a determinate condizioni, fra cui l’adozione di misure analoghe da parte di TikTok e YouTube.
Meta ha comunicato agli investitori un’esposizione potenziale intorno ai 18 miliardi di dollari, includendo le condizioni aggiuntive previste dall’intesa. Non si tratta quindi di una cifra già definita come pagamento certo: l’importo potenziale resta legato agli elementi indicati nel patteggiamento.
Le misure previste per ragazzi, genitori e scuola
28/08/2026
Per le famiglie e per le scuole, gli aspetti più concreti dell’accordo riguardano le modalità d’uso di Facebook e Instagram da parte dei minori. I limiti di tempo, i blocchi nelle ore notturne e le restrizioni alle notifiche nell’orario scolastico rientrano nelle misure che Meta dovrà introdurre. A queste si affiancano strumenti di controllo parentale e verifiche dell’età più rigorose.
Le verifiche indipendenti previste dall’intesa dovranno valutare l’efficacia degli interventi adottati. Il patteggiamento chiude le controversie coinvolte nell’accordo, ma non esaurisce il contenzioso: restano aperte altre cause avviate da famiglie, distretti scolastici e autorità locali. Per chi ha figli che utilizzano le piattaforme, il nodo concreto sarà capire come e quando le misure annunciate entreranno nell’esperienza quotidiana online e nelle ore di scuola.




