Febbre e allattamento: si può continuare ad allattare?

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Avere la febbre mentre si allatta può far nascere molti dubbi, soprattutto per il timore di contagiare il neonato o di dover sospendere le poppate. In caso di influenza o di comuni sintomi respiratori, in genere è possibile continuare ad allattare, ma è importante capire la causa della febbre e chiedere consiglio a medico, ostetrica o farmacista prima di assumere medicinali.

Febbre o influenza: il latte materno non è la principale via di contagio

Se la febbre è legata all’influenza, di solito non è necessario passare automaticamente al biberon. Per alleviare febbre e malessere, però, evita l’automedicazione: ogni farmaco durante l’allattamento va verificato con un professionista. La compatibilità dipende dal principio attivo, dalla dose, dalla durata della cura e dalla situazione clinica; questo vale anche per alcuni antibiotici e per i prodotti combinati contro raffreddore, tosse o influenza.

I virus respiratori si trasmettono soprattutto attraverso le goccioline emesse parlando, tossendo o starnutendo e tramite il contatto ravvicinato, non attraverso il latte materno. Inoltre, il latte materno contiene anticorpi prodotti dal corpo della madre, che possono contribuire alla protezione del bambino. Per questo, salvo diversa indicazione del professionista che ti segue, la febbre da influenza non richiede di interrompere l’allattamento.

Se la febbre è accompagnata da dolore o arrossamento al seno

La febbre non dipende sempre dall’influenza. Se compaiono dolore intenso, arrossamento, calore o un’area dura del seno, può essere presente un ingorgo o un’infiammazione come la mastite. Non cercare di gestire questi sintomi da sola: contatta medico, ostetrica o consulente dell’allattamento per una valutazione, soprattutto se i disturbi peggiorano o compare un nodulo molto doloroso. Sarà il professionista a indicare come proseguire l’allattamento e l’eventuale cura.

Come prendersi cura di sé durante la febbre

Allattare con la febbre può essere faticoso: la spossatezza è reale e non devi affrontarla senza aiuto. Cerca di riposare ogni volta che puoi, di bere con regolarità e di mangiare secondo appetito e tolleranza. Se hai una persona vicina, chiedile supporto per il cambio, i pasti, le commissioni o altri compiti tra una poppata e l’altra, così da dedicare più energie al recupero.

  • Tieni acqua e ciò che può servirti durante la poppata a portata di mano.
  • Chiedi a un’altra persona di occuparsi, quando possibile, delle attività non legate all’allattamento.
  • Se stare seduta è faticoso, cerca una posizione di allattamento più comoda e sicura per te e per il bambino.

Precauzioni utili per ridurre il contagio

Per limitare il passaggio di virus respiratori al bambino, lavati spesso le mani, soprattutto prima di toccarlo o di iniziare una poppata. Quando hai tosse, starnuti o sintomi influenzali, può essere utile indossare una mascherina ben aderente durante il contatto ravvicinato e coprire naso e bocca con il gomito quando tossisci o starnutisci. Sono piccole attenzioni che si affiancano, senza sostituirlo, al confronto con un professionista se i sintomi preoccupano.

Contatta il medico o l’ostetrica se la febbre persiste per alcuni giorni, se le tue condizioni peggiorano, se hai sintomi importanti al seno o se ti è stata prescritta una nuova terapia. In alcune situazioni cliniche o con alcuni trattamenti può essere necessaria una gestione individuale dell’allattamento: non sospenderlo né modificare i farmaci senza un confronto professionale.

Se la febbre ce l’ha il bambino

Quando è il bambino ad avere la febbre, offrire il seno può aiutarlo a ricevere latte e liquidi con poppate più frequenti o più brevi, se le accetta. Se però è molto sonnolento, rifiuta ripetutamente di poppare, sembra fare fatica a nutrirsi o qualcosa nel suo stato generale ti preoccupa, contatta tempestivamente il pediatra. Nei neonati e nei lattanti la febbre richiede una valutazione pediatrica adeguata all’età e ai sintomi.

Brunella
Brunella

Brunella Farina, giornalista pubblicista e SEO copywriter. Scrive di maternità, infanzia e comunicazione digitale. Ha fondato a bruwriter.it e mammawriter.it

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