Smettere di allattare: 4 consigli anti stress

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Smettere di allattare al seno è un momento delicato per mamma e bambino, che va vissuto con equilibrio per evitare che diventi un problema serio. Non bisogna avere fretta, è importante agire con consapevolezza e imparare a gestire le emozioni per trasmettere al proprio bambino serenità.

Una volta presa questa decisione bisogna eliminare le poppate della giornata poco per volta. Si procede piano piano, si ascoltano i consigli del pediatra di fiducia e si sostituisce ogni poppata con un pasto per bambini grandi. Di solito le poppate più difficili da eliminare sono quelle della sera, che se il bambino è già un po’ più grande, diventano più un momento di conforto e noia, che vera e propria fame.

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Smettere di allattare a 9, 15 o 24 mesi?

È bene fare una precisazione sull’allattamento al seno. Non c’è un periodo giusto per smettere di allattare. Ogni mamma deve sentirsi libera di capire che cosa è giusto, scegliere in base ai suoi stati d’animo e valutare il momento migliore per svezzare totalmente il suo bambino. Non è possibile, quindi, consigliare un periodo migliore per smettere di allattare, perché non esiste.

9, 15, 20 o 24 mesi? Non c’è una regola prestabilita. L’unica cosa che conta è il benessere di mamma e figlio, che devono vivere l’allattamento come un momento di felicità e coccole. È bene sapere che non c’è  una controindicazione all’allattamento prolungato e anche l’Organizzazione mondiale della sanità sostiene il proseguimento dell’allattamento al seno fino a due anni di età e oltre.

Allo stesso tempo, però, per quanto sia una delle esperienze più belle per mamma e bambino, sappiamo anche che allattare al seno è stancante e faticoso. Questo bellissimo momento a due non deve essere fonte di ansia o negatività. L’unica cosa importante per smettere di allattare è farlo con gradualità e delicatezza. La mamma deve ascoltare le richieste del bambino, vivere i suoi stati d’animo e cercare più possibile di assecondare la sua voglia di attenzioni.

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Smettere di allattare di notte

Con il passare dei mesi, la poppata della notte diventa per il bambino più un desiderio di coccola che vera e propria fame. Il bambino cerca il seno perché vuole addormentarsi e rilassarsi, ha bisogno di conforto continuo e se si sveglia durante la notte vorrebbe il contatto con la pelle della mamma. Per questo smettere di allattare di notte è uno dei passaggi più complicati. Per questo di solito si comincia a togliere le poppate del giorno per conservare la poppata notturna fino a quando resterà l’ultima.

Se però la mamma è ritornata dal congedo di maternità, e le risulta troppo pesante continuare ad allattare di notte, può valutare di eliminare questa poppata e conservare quella del mattino a colazione o quella della cena.

Una cosa è certa. Togliere la poppata notturna può essere difficile, soprattutto se il bambino è abituato a svegliarsi per ricevere il seno. Un grande aiuto può darlo il papà, che con sacrificio e volontà, può aiutare la mamma o addirittura sostituirla per fare riaddormentare il piccolo.

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Smettere di allattare: meglio farmaci oppure omeopatia?

Dato che non esiste una regola fissa per togliere il seno al proprio bambino, c’è anche la mamma che decide di farlo prima dei sei mesi di vita. In questo caso ha bisogno di eliminare la montata lattea giornaliera e può decidere di farlo con l’aiuto di farmaci. Esistono delle pastiglie che evitano di creare un ingorgo mammario molto fastidioso e doloroso. Il nostro consiglio è quello di evitare l’assunzione di farmaci per smettere di allattare. Scegliere dei rimedi naturali come ad esempio l’omeopatia aiuta a vivere questo momento con più serenità, senza dover affrontare effetti collaterali tipici dei farmaci “anti-latte”, come mal di testa continui e vertigini. 

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