Parto in acqua? Meglio di no

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parto in acqua meglio di no

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una sempre più crescente popolarità del parto in acqua. In special modo, vengono decantati i suoi benefici per la madre, che dovrebbe giovare dall’immersione ed essere più rilassata, ma anche per il piccolo, perché l’acqua è l’elemento nel quale ha vissuto per nove mesi.

L’American College of Obstetricians ang Gynecologists, nell’aggiornare le sue Linee Guida, si è posto il quesito su quanto sia effettivamente utile partorire in acqua, ed è giunto alla conclusione che, se per il travaglio non ci sono controindicazioni, la fase espulsiva dovrebbe avvenire all’asciutto.

Via libera al travaglio in acqua

A destare perplessità negli esperti d’oltreoceano non è l’intera pratica del parto in acqua. Dopo gli studi effettuati, infatti, i ricercatori statunitensi hanno rilevato come il travaglio in acqua possa portare dei benefici alla madre: è stato riscontrato che, se le donne trascorrono la fase del travaglio in acqua, sono meno propense a richiedere l’epidurale, oltre ad avere tempi di travaglio mediamente più corti rispetto ad altre che non praticano il travaglio in acqua.

I ricercatori hanno quindi dato l’ok al travaglio in acqua, perché non sono stati riscontrati rischi né per la madre né per il feto, che comunque deve essere tenuto sotto monitoraggio.

Parto in acqua? Meglio se all’asciutto

Le perplessità dei ricercatori si sono concentrate soprattutto sulla fase espulsiva, cioè sul momento del parto vero e proprio. Sebbene essi sottolineino come siano necessari ulteriori approfondimenti, studiando un considerevole numero di casi di parto in acqua, all’American College of Obstetrician and Gynecologists si sono resi conto che, se la fase espulsiva avviene in acqua, per il feto potrebbero insorgere delle complicanze.

Se si decide di rimanere in acqua anche durante la fase espulsiva, è bene accertarsi che la vasca sia adeguatamente pulita e disinfettata, e che anche l’acqua non risulti contaminata. Il dubbio maggiore rimane comunque quello sul cosiddetto “riflesso del nuoto“, che in alcuni bambini potrebbe essere compromesso e quindi il piccolo appena nato rischierebbe di respirare acqua.

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Travaglio e parto

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