Donare i giocattoli usati: un gesto d’amore

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Alzi la mano chi non ha la casa piena di giocattoli! Pupazzi e peluche, macchinine, bambole, giochi sonori…chi più ne ha più ne metta! Ad ogni ricorrenza piovono giochi che, se va bene, i bimbi guardano per 2-3 giorni, per poi finire nell’ormai classico “dimenticatoio”! E la situazione raddoppia (o triplica) se i figli sono due, tre o anche di più. La soluzione può essere quella di donare i giocattoli usati.

La prima reazione alla casa colma di giochi è quella di buttare tutto in discarica ma esiste un modo per fare ordine che può aiutare qualcuno meno fortunato. La prima regola nella donazione dei giocattoli dei propri figli è quella di verificare che siano puliti e in buono stato. Una volta appurato che non si sono buchi nei pupazzi o pezzi mancanti nei puzzle, a chi si possono donare?

In primis, possiamo “passare” i giochi a cuginetti, amichetti, compagni di scuola, oppure chiedere a qualche famiglia bisognosa del nostro quartiere.

Poi, possiamo pensare di donarli a Enti e strutture. Oltre agli asili nido e alle scuole materne, esistono moltissime associazioni, laiche o religiose, che raccolgono materiale usato per darlo ai più poveri, tra cui anche giocattoli. Basti pensare alla Caritas, all’Operazione Mato Grosso o alle Case Famiglia, ai Centri di Accoglienza o Antiviolenza della nostra zona.

Altri luoghi a cui ci si può rivolgere sono la Croce Rossa Italiane e gli ospedali, che spesso si fanno portavoce per iniziative solidali senza scopo di lucro. Ad esempio, a Napoli c’è l’iniziativa “Un giocattolo per un sorriso, un sorriso per la vita”, con cui i donatori di sangue de ‘L’Albero Rosso’ ogni anno organizzano una raccolta di giocattoli da destinare ai bambini che si trovano negli ospedali e nelle case famiglia della città.

Infine, su tutto il territorio nazionale, sono molte le associazioni di volontariato e le iniziative solidali che pensano ai bambini. Basta cercare online, per trovare i recapiti di quelle più vicine a noi.

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