Caro figlio, guardo la tua prima ecografia…

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la prima ecografia

Prendo la foto dalla borsa. Giro e rigiro l’immagine come se fosse la prima volta che la guardo e non la millesima in una giornata. Mi convinco che questa è l’ultima occhiata veloce, giusto per capire se quel puntino che scorgo è davvero mio, è davvero dentro di me. È un’immagine incomprensibile, piena di numeri e lettere da codificare, troppo scura per i miei occhi sensibili.

Con questo cuore scombussolato dagli eventi mi riprometto di poggiarla, ma niente, non riesco a fare a  meno di averla vicino. Voglio che sia una conferma costante di questa notizia arrivata da poco, che per ora non posso condividere.

Fingo di avere mille impegni e declino inviti per evitare di mostrare questo nuovo lato di me, in cui non riesco a mangiare, ho sempre la nausee e vorrei vivere la mia giornata a letto. Fingo che vada tutto bene e mi concentro su questa piccola immagine che ho di lui, il piccolo cuore che batte dentro di me. Questa prima ecografia che ti ritrae di 1,6 cm è un continuo vortice di emozioni, un’altalena che dondola a ritmo irregolare e molte volte inciampa.  È la prova che esisti davvero. È il mio cuore emozionato e spaventato insieme. Sensazioni che si accavallano ogni giorno che passa. Perché anche se sei stato cercato e fortemente voluto, ora che ci sei io mi sento piccola piccola, incapace di portare avanti un percorso così lungo e difficile.
Come hanno fatto le altre mamme a superare nausee, dolori, paure? Come hanno fatto e quando si sono sentite pronte per affrontare la gravidanza?

Mi sembra di non essere in grado, di avere solo dubbi e mille cose da chiedere e scoprire. Mi sembra impossibile che ieri parlavo in famiglia come una giornata delle tante e oggi trascorro il tempo a guardarti in quest’ecografia. La osservo da ogni angolo, la guardo sperando che mi indichi la via. Spero che mi spieghi prima possibile che cosa devo fare ora che sono incinta di te. Le chiedo di insegnarmi al più presto come ci si sente madre, perché io ad oggi non sento nulla di diverso da quello che era ieri, da prima di vederti.
Perché anche se oggi ti ho visto per la prima volta, anche se sono arrivata dal ginecologo emozionata e con il cuore che batteva a mille, non ho capito niente di quel che sarà. Non sono riuscita a tradurre questa prima foto di te, non sono riuscita a immaginarmi come quel puntino potessi essere tu, che crescerai ogni giorno di centimetro in centimetro e farai crescere anche me insieme a te.

Sarà un pensiero di tutte le mamme? È possibile sentirsi insicure e fragili dopo una notizia così bella che non vedevo l’ora di vivere e condividere con tutti? Perché il mio cuore oggi è annebbiato e debole?

Prendo la foto dalla borsa. Giro e rigiro l’immagine come se fosse la prima volta che la guardo e non la millesima in una giornata. Prometto che sarà davvero il nostro ultimo sguardo, che per oggi smetterò di ammirarti con la speranza di captare qualcosa e mi impegnerò a vivere la giornata senza questa ecografia tra le mani.
Arriverà presto il prossimo nostro incontro, tu sarai più grande, io mi auguro di essere meno fragile e spaventata.
Aspettami, non avere paura e aiutami a non averne più io. 

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