Il nostro bebè sta male? Ora è possibile saperlo

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bebè sta male
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Il bimbo piange, quale sarà il motivo? Quante volte si sono posti questa domanda preoccupata i tanti neo genitori che si sono trovati di fronte a un neonato che piange disperato e inconsolabile? Starà male o si tratta solamente di fame?  Certamente il pianto di un bimbo spaventa ed è fonte di angoscia. E non è affatto facile – anzi è impossibile – stabilire se ha un dolore intenso e soprattutto da dove viene.

Quanto il bebè sta male? Ce lo dice un elettroencefalogramma

Oggi grazie a uno studio messo a punto da un team di ricercatori, sarà possibile capire se il bambino sta soffrendo e soprattutto quanto male avverte. Gli studiosi britannici dell’Università di Oxford hanno individuato un metodo per stabilire l’intensità del dolore grazie a un tracciato di elettroencefalogramma che identifica le attivazioni neurali tipiche del dolore.

La terapia del dolore nel neonato: a che punto siamo

Lo studio condotto in via sperimentale su un campione di neonati rappresenta il punto di avvio di un importante e ulteriore filone di studi che ha a che fare con la terapia del dolore nel neonato e soprattutto nella valutazione soggettiva dell’intensità della percezione del dolore stesso.

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Commenti

  • Si esattamente il pianto di un figlio persistente ti fa star male…io lo posso dire in pieno mio figlio piangeva H 24 tutta la giornata senza mai fermarsi..lo portavo all’ ospedale per paura aveva tanta aerea nella pancia le cosiddette coliche gassose..Nn nascondo che adesso che a nove mesi il pianto Nn mi ha lasciata si si è calmato ma Nn del tutto buona serata…

    Giumosa Verde Giumosa Verde 5 maggio 2017 21:39 Rispondi
  • Anche il mio piaceva tanto ora sembra un micetto che lania sempre però anche se avolte e dura si può dire che poi raccontare come era da piccino .e bellissimo ammare nostri figli

    Ramona Raducan Ramona Raducan 6 maggio 2017 10:14 Rispondi
  • Ma posate i cellulari e prendete in collo sti bimbi….
    Basta poco per capire i loro bisogni!!!

    Patricia Montomoli Patricia Montomoli 6 maggio 2017 13:10 Rispondi

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