Banco di Sardegna: licenziata perché mamma?

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Giuseppina Naimoli mamma licenziata

Giuseppina Naimoli ritiene di essere stata vittima di una profonda ingiustizia: avrebbe perso il proprio lavoro per il semplice fatto di essere diventata madre e di aver fruito dei permessi che le spettano per legge. Vediamo nel dettaglio che cosa è accaduto.

Licenziata perché mamma: la storia di Giuseppina

Giuseppina ha 38 anni, è di Sassari e la sua vita sembrava perfetta: mamma di due splendidi bambini, una famiglia felice e un posto di lavoro “ereditato” presso il Banco di Sardegna (era stata assunta, infatti, nel 2008 tramite selezione per scambio generazionale genitori/figli). Poi, nel 2015, le crolla il mondo addosso: la Banca, infatti, decide di mandarla a casa.

Su 200 impiegati, in effetti, Giuseppina è stata l’unica a non essere stata riconfermata. Proprio per questo motivo ha pensato che si trattasse di una “punizione”, determinata dalle assenze per maternità e dai permessi per malattia (anche se non retribuiti) cui era dovuta necessariamente ricorrere per occuparsi dei propri figli.

Essendosi convinta di essere stata vittima di una discriminazione, la donna ha avviato un ricorso allo scopo di essere reintegrata sul posto di lavoro; tuttavia la prima sentenza del Tribunale le ha dato torto, accogliendo la difesa dell’azienda, secondo cui la mancata riconferma di Giuseppina non ha violato alcuna legge, trattandosi di un contratto di apprendistato.

Lo sfogo della mamma licenziata: mi sento inutile

Giuseppina credeva che il proprio posto di lavoro fosse una certezza e che fosse un diritto sacrosanto vivere la propria maternità full-time, esattamente come previsto dalla legge. Eppure oggi la donna si ritrova a dover far fronte a una non facile situazione economica e a dover combattere contro una sentenza che, a suo dire, è ingiusta e umiliante. Ma Giuseppina, persona combattiva e determinata, non intende arrendersi e resta in attesa del prossimo grado di giudizio.

Queste le sue parole: “Ho amato questo lavoro con tutta me stessa, ma questa esperienza lavorativa mi ha tolto tantissimo, mi ha tolto le certezze sulla mia persona fino a farmi sentire inutile e ora rivoglio la mia dignità di donna”.

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Mamme e lavoro

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