Quando un bambino ha mal di gola, febbre o placche, è naturale chiedersi se possa trattarsi di streptococco. In questa guida trovi i sintomi che possono orientare, il ruolo del tampone faringeo e le indicazioni pratiche per affrontare la situazione con il pediatra, senza provare a fare diagnosi dai soli segnali. L’attenzione è rivolta soprattutto alla faringite da streptococco di gruppo A, frequente in età pediatrica; più avanti trovi anche un cenno distinto al gruppo B in gravidanza.
Che cos’è lo streptococco e come si trasmette
Lo streptococco è un gruppo di batteri: quello più spesso coinvolto nel mal di gola dei bambini è lo streptococco di gruppo A, chiamato anche Streptococcus pyogenes. Si può trasmettere attraverso le secrezioni respiratorie, per esempio con tosse e starnuti, e con il contatto ravvicinato con saliva o mani contaminate. Nei contesti frequentati dai bambini, come scuola, asilo o ludoteca, la vicinanza può facilitare la diffusione. Non ogni mal di gola, però, è causato da questo batterio: molte faringiti hanno origine virale. Lo streptococco è un batterio e la conferma dell’infezione richiede una valutazione clinica e, quando indicato, il tampone. Evitare che il bambino metta in bocca oggetti condivisi può contribuire a ridurre i contatti con la saliva altrui.
Come ridurre il contagio in casa e nei luoghi frequentati dai bambini
- Lavare spesso le mani, soprattutto dopo essersi soffiati il naso, aver tossito o starnutito e prima dei pasti.
- Invitare il bambino a tossire o starnutire in un fazzoletto o nella piega del gomito e a buttare subito il fazzoletto usato.
- Non condividere bicchieri, bottiglie, posate o spazzolini da denti.
- Seguire le indicazioni del pediatra e della struttura frequentata dal bambino sul rientro in comunità.
Trasmissione e contagiosità
Nella faringite da streptococco di gruppo A la trasmissione avviene soprattutto con il contatto stretto e con le goccioline respiratorie. Il momento in cui un bambino può tornare a frequentare la comunità dipende dalla valutazione del pediatra, dall’eventuale terapia prescritta e dalle regole della scuola o dell’asilo: è meglio non basarsi su tempi uguali per tutti.

Streptococco nei bambini: sintomi e diagnosi
I sintomi dipendono dal tipo di streptococco e dalla sede dell’infezione. Nel mal di gola dei bambini si cerca soprattutto lo streptococco di gruppo A, detto anche beta-emolitico: questa definizione descrive una sua caratteristica osservata in laboratorio. Può causare una faringite, cioè un’infiammazione della gola, talvolta associata a tonsillite.
Tra i segnali che possono comparire ci sono mal di gola, dolore o difficoltà a deglutire, febbre, mal di testa, tonsille arrossate o gonfie e placche. In alcuni casi l’infezione da gruppo A può associarsi alla scarlattina, che va valutata dal pediatra. Questi sintomi, da soli, non bastano a stabilire la causa del mal di gola.
Le placche alla gola non sono sinonimo di streptococco: possono comparire anche nelle faringiti di origine virale. Per questo non è opportuno iniziare un antibiotico senza la valutazione del pediatra e gli eventuali accertamenti indicati.
| Segnali che possono accompagnare il mal di gola | Come interpretarli |
|---|---|
| Febbre, mal di gola importante, dolore a deglutire, tonsille arrossate o placche | Possono essere presenti nella faringite da streptococco, ma non la confermano da soli. |
| Raffreddore, tosse, naso chiuso, raucedine, congiuntivite o diarrea | Sono più spesso associati a un’infezione virale, ma la valutazione del pediatra resta importante se i sintomi preoccupano o persistono. |
Lo streptococco di gruppo B (Streptococcus agalactiae) è un batterio diverso dal gruppo A e non è il tema principale di questa guida sulla faringite pediatrica. Il suo rilievo riguarda soprattutto la gravidanza e il neonato; per questo viene trattato in una sezione dedicata più avanti. meningite
Riconoscere una faringite da streptococco soltanto osservando i sintomi può essere difficile. Se il pediatra lo ritiene utile, può indicare un tampone faringeo, un prelievo dalla gola che serve a cercare il batterio. Il risultato va sempre interpretato insieme ai sintomi e alla visita.
Il tampone può essere rapido oppure essere inviato per coltura faringea, un esame di laboratorio che cerca la crescita del batterio. La scelta del test e gli eventuali approfondimenti spettano al pediatra, anche in base all’età del bambino e al quadro clinico.
Un tampone positivo non indica sempre, da solo, un’infezione in corso: alcuni bambini possono essere portatori asintomatici, cioè avere il batterio in gola senza disturbi causati da esso. È uno dei motivi per cui il risultato dell’esame va letto dal pediatra nel contesto della visita e dei sintomi presenti.

Come si cura la faringite da streptococco
Quando il pediatra conferma o ritiene probabile un’infezione batterica da streptococco, può prescrivere una terapia antibiotica adatta al bambino. Gli antibiotici non sono utili contro le infezioni virali e non vanno iniziati, sospesi o modificati autonomamente. Seguite dosi, orari e durata indicati dal pediatra e chiedete a lui anche quando il bambino potrà rientrare a scuola, all’asilo o alle altre attività.
Ricontattate il pediatra se il bambino non migliora come atteso durante il percorso indicato, se i sintomi persistono o peggiorano, oppure se avete dubbi sulla terapia. Chiedete una valutazione urgente in presenza di difficoltà respiratoria, difficoltà importante a deglutire o a bere, marcata sonnolenza o condizioni generali che vi preoccupano.
Streptococco beta-emolitico di gruppo A
Con l’espressione streptococco beta-emolitico di gruppo A si indica il batterio più associato alle faringiti streptococciche in età pediatrica. Può dare gola arrossata, tonsille gonfie, placche e dolore a deglutire, ma gli stessi segni possono sovrapporsi a quelli di altre infezioni della gola. Il tampone, quando indicato, aiuta a confermare il sospetto e a orientare la cura.

Streptococco di gruppo B in gravidanza
Una faringite da streptococco di gruppo A può comparire anche in gravidanza e va valutata dal medico o dall’ostetrica di riferimento, come ogni mal di gola con febbre o disturbi importanti. Catarro o tosse non permettono, da soli, di attribuire i sintomi allo streptococco.
Lo streptococco di gruppo B (SGB, Streptococcus agalactiae) è diverso da quello che causa più spesso il mal di gola nei bambini. Può essere presente nell’area vaginale o rettale senza dare sintomi; in gravidanza il percorso di screening e l’eventuale prevenzione durante il parto vengono definiti dal professionista che segue la gestazione. Il tema dello streptococco B in gravidanza merita quindi un approfondimento dedicato. Se viene proposto un tampone vaginale, è utile chiedere a ginecologo o ostetrica che cosa cerca, quando eseguirlo e come interpretarne l’esito nel proprio percorso di cura.




