Mami Voice: così i neonati prematuri posso essere cullati dalla voce della mamma

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L’associazione “Mami VOiCE”, assieme al sostegno del club sportivo Feralpisalò, ha ideato un sistema di onde sonore e vibrazioni capace di far sentire la voce dei genitori ai bambini nati prematuramente, che vengono messi in incubatrice. Il progetto è nato nel 2005 ma ha iniziato a prendere forma qualche anno dopo, e ad oggi è in uso in numerosi ospedali italiani soprattutto in Lombardia.

Il progetto Mami Voice: un’idea rivoluzionaria

L’idea è nata dalla considerazione circa l’impatto traumatico che, per un neonato, comporta il distacco dal grembo materno; ciò è notevolmente amplificato nel caso in cui il parto sia prematuro, e dunque il nascituro si trovi nella necessità di ricevere assistenza continua per garantirgli la sopravvivenza e un corretto sviluppo fisico e psichico.
Per evitare di intralciare il lavoro del personale ospedaliero ma allo stesso tempo garantire la vicinanza della madre al piccolo, l’associazione Mami Voice ha pensato a un sistema rivoluzionario: attraverso una semplice applicazione per smartphone e tablet, i genitori possono registrare dei file audio con la propria voce, che va a creare un “album sonoro familiare”, con ogni file ordinato in base alla data e all’ora. Il tutto, nella massima riservatezza in quanto l’accesso ai file è protetto da password.

Il progetto Mami Voice: la sperimentazione della termoculla

I file audio vengono poi scaricati su una chiavetta USB e, grazie al dispositivo ideato da Mami Voice, vengono diffusi all’interno della termoculla dove è presente il neonato senza alcun tipo di apparecchiature ulteriori. Una tecnologia che consente di non disturbare il lavoro del personale sanitario, con benefici evidenti sotto molti punti di vista.
La letteratura scientifica è ormai concorde nel ritenere che, per il nascituro, sia fondamentale ascoltare la voce materna non solo per il suono ma anche per le onde sonore e le vibrazioni che essa produce; vibrazioni e onde che il nascituro ha assorbito già prima di venire alla luce,e che dunque trasmettono un senso di protezione e sicurezza.
L’intero sistema è stato sottoposto a sperimentazione scientifica presso gli Spedali Civili di Brescia dove ha ottenuto un enorme successo, comprovato anche da una comunicazione dell’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale del Garda. Successivamente il sistema è stato brevettato anche in altri ospedali regionali, come quello di Bergamo, con risultati altrettanto importanti.
Partito come progetto dedicato ai bambini nati prematuri, ad oggi l’associazione e le autorità continuano a lavorare per garantire lo stesso sostegno anche ad altri soggetti, come ad esempio figli separati dalla madre o pazienti ricoverati che necessitano di supporto psicologico da parte di genitori e parenti.

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