EU KIDS Act, la proposta Ue per i social under 15 con supervisione dei genitori

L’EU KIDS Act potrebbe introdurre account differenziati per età e supervisione dei genitori per l’accesso degli under 15 a social e altri servizi digitali. Il testo dovrà essere negoziato.

16/09/2026

La Commissione europea si prepara a presentare l’EU KIDS Act, una proposta per regolare l’accesso di bambini e adolescenti ai social network, alle piattaforme video e ad altri servizi digitali. Il punto centrale sarebbe la soglia dei 15 anni: al di sotto di questa età l’accesso non verrebbe escluso in modo uniforme, ma collegato alla supervisione di un genitore e alle caratteristiche del servizio utilizzato.

Un accesso graduale in base all’età

Secondo le anticipazioni sulla proposta, il modello sarebbe articolato in tre fasce. Sotto i 13 anni, l’account potrebbe essere aperto e gestito direttamente dai genitori, con accesso riservato a servizi in grado di rispettare standard di sicurezza elevati.

Tra i 13 e i 15 anni potrebbero arrivare gli “account introduttivi”, cioè profili con funzionalità ridotte e controlli parentali attivati in partenza. Fra le misure ipotizzate rientrano maggiori protezioni rispetto ai contatti con persone sconosciute e limiti al tempo di utilizzo dello schermo.

Dopo i 15 anni, invece, sarebbe prevista una maggiore autonomia, con la possibilità di aprire un account senza il consenso dei genitori. La soglia non coinciderebbe quindi con un divieto assoluto per tutti gli under 15: l’impostazione allo studio punterebbe a distinguere tra età dell’utente, livello di supervisione e sicurezza della piattaforma.

Nel perimetro anche giochi online e chatbot IA

L’EU KIDS Act non riguarderebbe solo social e servizi di condivisione video. Il perimetro anticipato comprenderebbe anche i giochi online e i chatbot o “compagni” basati sull’intelligenza artificiale. Resterebbero invece esclusi gli strumenti con finalità educative.

La proposta punterebbe inoltre su piattaforme sicure fin dalla progettazione. Le restrizioni più stringenti potrebbero interessare i servizi classificati come più rischiosi per i minori, ma i criteri per individuare questa categoria non sono ancora definiti e saranno uno dei punti da chiarire nel percorso legislativo.

Il tema della verifica dell’età e dell’eventuale consenso dei genitori resta centrale. Tra le ipotesi circolate figurano strumenti digitali per accertare età e autorizzazione, una questione che apre interrogativi sulla tutela dei dati personali dei minori e sulle modalità concrete con cui le piattaforme potrebbero applicare le nuove regole.

Il confronto europeo e i prossimi passaggi

L’iniziativa arriva mentre vari Paesi europei stanno portando avanti percorsi nazionali. Danimarca, Spagna e Grecia sono impegnate sul fronte legislativo; in Francia, ad agosto, il Consiglio costituzionale ha bocciato l’articolo che prevedeva il divieto dei social per gli under 15.

Fuori dall’Unione europea, l’Australia impedisce agli under 16 di avere un account dal dicembre 2025. Limiti simili sono indicati anche in Indonesia, Malesia, Emirati Arabi Uniti e Turchia. Una cornice comune europea potrebbe evitare un insieme di regole differenti tra Stato e Stato per le piattaforme che operano nel mercato unico.

La presentazione dell’EU KIDS Act è attesa per giovedì 17 settembre. In seguito il testo dovrà essere negoziato con i governi dell’Unione europea e con il Parlamento europeo: soglie d’età, controlli e limiti potrebbero quindi cambiare prima dell’eventuale approvazione. Per famiglie e scuola, il nodo concreto sarà capire quali strumenti e quali spazi digitali potranno essere usati dai più giovani con autonomia, e quali richiederanno invece una supervisione adulta.

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