Bimba di 10 mesi salvata dal giudice: i genitori rifiutavano la trasfusione

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Una bimba di 10 mesi sarebbe stata salvata da un giudice, dopo che i suoi genitori, appartenenti al culto dei testimoni di Geova, si sarebbero rifiutati di eseguire la trasfusione del sangue per motivi religiosi.

Le notizie non sono omogenee, ma parrebbe che su ordine del giudice la bambina sia stata operata d’urgenza a causa di una commozione cerebrale formatasi per via di una forte caduta.

L’incidente e la necessità dell’intervento

Sarebbe avvenuta il 25 settembre una di quelle storie che sembrano impossibili da raccontare: una bambina, – figlia di una coppia di testimoni di Geova – cade e sbatte violentemente la testa.

Per salvarla bisogna eseguire una trasfusione di sangue congiunta a un’operazione piuttosto lunga e delicata. I genitori, però, si sarebbero rifiutati di dare il permesso per eseguire l’operazione, in quanto la loro fede religiosa glielo proibisce. La bambina sembra così destinata a morire entro pochi giorni per via della commozione cerebrale subita.

Il caso mediatico e l’ordinanza del giudice

Il caso assume un aspetto mediatico particolare e viene valutato da un giudice. Proprio quest’ultimo sarebbe intervenuto stabilendo l’obbligo di effettuare la trasfusione del sangue richiesta nonostante il rifiuto dei genitori.

Per bloccare questi è dovuti intervenire persino la Procura per i Minorenni di Milano con i suoi carabinieri, che si sono recati nell’ospedale con un provvedimento di urgenza in modo da permettere l’esecuzione della trasfusione.

Secondo fonti non verificate sarebbero stati proprio i carabinieri a bloccare i tentativi dei genitori di evitare la trasfusione del sangue garantendo così che l’operazione venisse correttamente portata a termine.

A parlare della situazione in questione sono stati anche numerosi quotidiani e giornali, alcuni dei quali hanno persino manifestato un aperto disappunto sulla decisione dei genitori di vietare che venisse svolta la trasfusione del sangue.

Per fortuna l’operazione chirurgica è andata nel migliore dei modi. Attualmente tutti i rischi per la salute della salute della piccola sono stati eliminati e la bambina non è più in pericolo di vita. Ora sembra necessario un chiarimento delle varie fasi della vicenda e dei ruoli avuti nella stessa, resta però da capire cosa ne sarà dei genitori.

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