Alleanza educativa tra genitori, Pellai: i figli devono saper tornare a casa senza geolocalizzazione

Nell’incontro di Osimo sul ruolo paterno, Pellai distingue la rassicurazione offerta dalla geolocalizzazione dall’autonomia che i figli costruiscono crescendo.

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03/11/2026

Come collaborare nell’educazione dei figli e quale ruolo può avere un padre nella loro crescita? Sono le domande al centro di un incontro a Osimo con Alberto Pellai e Daniele Novara. I loro interventi hanno affrontato anche un equilibrio che cambia nel tempo: essere presenti per i figli e lasciare loro spazio per diventare autonomi.

A Osimo un incontro sul ruolo paterno e sull’alleanza educativa

La serata si è svolta il 29 ottobre al PalaBaldinelli e ha raccolto poco meno di mille persone. L’iniziativa era dedicata al ruolo dei papà e all’alleanza educativa tra genitori. A promuoverla è stato l’Ambito territoriale sociale 13, con il Comune di Osimo come ente capofila, insieme ai Comuni di Camerano, Castelfidardo, Loreto, Numana, Offagna e Sirolo e al Coordinamento pedagogico territoriale 0-6 anni, in collaborazione con il CpP.

Novara: una presenza paterna che offra un riferimento

Daniele Novara, pedagogista e direttore del Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti di Piacenza, ha parlato della presenza dei padri e del senso del limite. Secondo Novara, la società si è liberata del modello di padre autoritario e manesco; nel suo intervento lo ha contrapposto al «padre peluche», che a suo giudizio non offre un riferimento educativo. Il suo richiamo è a una presenza capace di porre limiti, senza tornare a modelli violenti.

Pellai: la geolocalizzazione non sostituisce l’autonomia

Alberto Pellai, medico psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore all’Università degli Studi di Milano, ha spostato l’attenzione sulle indipendenze concrete che ragazze e ragazzi possono costruire crescendo. A suo avviso, sapere dove si trova un figlio tramite la posizione del telefono rassicura soprattutto i genitori, ma non gli insegna a orientarsi. Per Pellai, i figli devono sviluppare l’autonomia necessaria a tornare a casa senza essere geolocalizzati.

Per spiegare quanto possa essere difficile lasciare spazio ai ragazzi, Pellai ha ricordato alcuni adolescenti che gli chiedono di dire al padre di non andare a guardarli durante le partite. Ha citato anche una madre che, dopo un cinque e mezzo preso dal figlio, si era rivolta all’insegnante: aveva studiato con lui e sosteneva di poter rispondere al suo posto.

Sono esempi riferiti a figli più grandi, non ai bambini piccoli. Mettono però a fuoco la distinzione proposta da Pellai: la rassicurazione di un genitore e l’autonomia di un figlio non sono la stessa cosa.

Redazione
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