UE Kids Act, la proposta sui social per gli under 15

L’UE Kids Act è una proposta attesa, non una norma già in vigore: previste ipotesi di accesso graduato, controlli e verifica dell’età.

15/09/2026

La Commissione europea dovrebbe presentare l’UE Kids Act, una proposta dedicata alla protezione di bambini e adolescenti online. L’iniziativa riguarderebbe social network, piattaforme di condivisione video, videogiochi online, chatbot basati sull’intelligenza artificiale e AI companion che presentano rischi specifici per i più giovani. Non è però una legge già in vigore: dopo la presentazione, il testo dovrà passare dai negoziati con il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea.

Un accesso graduato in base all’età

Le informazioni finora circolate derivano da un documento riservato ottenuto da Euronews e descrivono un modello differenziato per fasce d’età, non un divieto identico per tutti gli under 15.

Nel modello anticipato, i bambini sotto i 3 anni non dovrebbero utilizzare social network e altri servizi classificati ad alto rischio. Tra i 3 e i 13 anni, l’accesso sarebbe previsto soltanto per servizi progettati per i più piccoli e con supervisione adulta.

Per la fascia dai 13 ai 15 anni, social e piattaforme video potrebbero restare disponibili con modalità limitate e controlli parentali più stringenti. Fra le ipotesi figurano restrizioni ai contatti con sconosciuti, limiti agli orari di utilizzo e condizioni da definire per l’apertura dell’account. Dopo i 15 anni, i ragazzi potrebbero creare autonomamente un profilo, mentre per le aziende resterebbero obblighi di protezione fino alla maggiore età.

Soglie, eccezioni e modalità pratiche dovranno comunque essere precisate nel testo legislativo. Anche l’applicazione dell’eventuale regolamento non è attesa prima del 2027.

Verifica dell’età senza eccesso di dati

Uno dei punti centrali sarebbe la verifica dell’età. Le piattaforme dovrebbero disporre di strumenti più affidabili rispetto alla sola data di nascita dichiarata al momento della registrazione, senza imporre agli utenti la condivisione di una quantità eccessiva di dati personali.

In Italia è indicata una soluzione in fase di test che potrebbe integrarsi con IT-Wallet e app IO. L’obiettivo sarebbe attestare la fascia d’età senza trasferire necessariamente ai servizi digitali tutti i dati contenuti nei documenti; il funzionamento tecnico dovrà essere chiarito dalla proposta.

Sicurezza prevista già nella progettazione

L’UE Kids Act si collocherebbe accanto al Digital Services Act e all’AI Act. Il DSA, già applicabile, richiede alle piattaforme accessibili ai minori un elevato livello di privacy, sicurezza e protezione; le linee guida della Commissione hanno già indicato account privati per impostazione predefinita, limiti ai contatti da sconosciuti e interventi sui sistemi di raccomandazione.

Il nuovo provvedimento potrebbe rafforzare queste indicazioni attraverso il principio della safety by design: servizi progettati fin dall’inizio tenendo conto dell’età degli utenti. Tra le funzioni che il documento indica come possibili oggetti di modifica o limitazione ci sono lo scorrimento infinito, le notifiche create per richiamare l’utente nell’app, i meccanismi di ricompensa, le raccomandazioni orientate all’engagement e le impostazioni pubbliche.

Per le famiglie e per la scuola, il nodo concreto resta capire se i futuri controlli sapranno distinguere l’età senza trasformare la verifica in una raccolta invasiva di dati personali.

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