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13/09/2026
La California ha firmato un pacchetto di 13 provvedimenti sulla sicurezza digitale dei minori. Due misure hanno scadenze e destinatari distinti: AB 1709, applicabile dal 1° gennaio 2027, limita alcune funzioni dei social per gli under 16; SB 1119, denominata “Adam’s Law”, introduce dal 1° luglio 2027 obblighi per i companion chatbot accessibili anche ai minori di 18 anni.
Social, limiti ad autoplay e feed personalizzati
AB 1709, firmata dal governatore Gavin Newsom, non vieta automaticamente agli under 16 di avere un account. Impedisce però alle piattaforme di offrire funzioni ritenute capaci di favorire un uso compulsivo, tra cui l’autoplay e i feed che raccomandano, selezionano o mettono in evidenza contenuti in base ai dati associati all’utente, al dispositivo o alle interazioni precedenti.
Potranno restare disponibili i contenuti richiesti direttamente, i risultati di ricerca, i messaggi privati e i materiali pubblicati da autori scelti dall’utente. La condizione è che queste modalità non reintroducano gli stessi meccanismi automatici e personalizzati vietati.
Le piattaforme dovranno adottare misure ragionevoli per evitare che le funzioni vietate siano offerte agli under 16, anche attraverso il sistema californiano di verifica della fascia d’età collegato ai sistemi operativi o agli app store. Il procuratore generale potrà definire le regole applicative e aggiornare il perimetro dei servizi coinvolti. Le sanzioni possono arrivare a 50mila dollari per ciascun minore in caso di condotta consapevole e a 25mila dollari per negligenza.
Chatbot-compagni: valutazione dei rischi e avvisi
SB 1119 riguarda i companion chatbot, sistemi di intelligenza artificiale progettati per ricordare conversazioni, adattare tono e risposte e simulare continuità nella relazione. Dal 1° luglio 2027, prima di rendere disponibile un chatbot nuovo o modificato in modo sostanziale, gli operatori dovranno effettuare e documentare una valutazione dei rischi per i minori: fisici, psicologici, emotivi, economici, di privacy e discriminazione.
Se il servizio è accessibile ai minori di 18 anni, dovrà chiarire periodicamente, con un linguaggio comprensibile all’età dell’utente, che l’interlocutore è un sistema di IA e non una persona. Il chatbot non potrà dichiararsi umano, cosciente, senziente o capace di provare emozioni.
Impostazioni protettive, crisi e privacy
Per gli under 16 sono previste notifiche push disattivate, sessioni massime di un’ora e un limite di due ore al giorno per i chatbot dello stesso operatore. La memoria persistente delle conversazioni è sottoposta a limiti. La legge vieta inoltre di incoraggiare dipendenza emotiva, segretezza verso i genitori, autolesionismo, violenza, consumo di alcol o droghe e contenuti sessuali od osceni.
Quando emergono ideazione suicidaria o rischio di autolesionismo, gli operatori dovranno attivare un protocollo documentato e indirizzare il minore a risorse appropriate. I maggiori operatori dovranno inoltre affrontare un audit indipendente iniziale e poi biennale sulla sicurezza dei minori; per le imprese con ricavi inferiori a 500 milioni di dollari l’obbligo è rinviato al 2032.
L’Electronic Frontier Foundation ha segnalato il rischio che verifiche dell’età invasive comportino la raccolta di documenti o dati biometrici. La e-Safety Advisory Commission presenterà ogni anno raccomandazioni su efficacia, accuratezza e privacy dei controlli, considerando anche l’impatto sui gruppi vulnerabili. Per famiglie e scuola, il punto concreto sarà capire se la verifica dell’età riuscirà a proteggere i ragazzi senza restringere indebitamente accesso e riservatezza.




