Separate al Bambin Gesù due gemelline siamesi attaccate alla testa

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Ad un mese di distanza dall’intervento definitivo, l’ospedale romano del Bambin Gesù ha annunciato la perfetta riuscita della separazione di due gemelline “siamesi” provenienti dal Centrafrica. L’intervento definitivo è stato preceduto da un lungo ed accurato studio del caso e da altri due interventi “preparatori”.



Un intervento straordinario

Quello eseguito dall’equipe medica dell’ospedale romano è stato un intervento straordinario, che ha permesso di separare le due gemelline, che presentavano una rarissima forma di fusione “cranica”, essendo attaccate per la nuca. Le due bambine, Prefina ed Ervina, 2 anni di età, grazie a questo intervento possono ora abbracciarsi e guardarsi.

La fase preparatoria dell’intervento ha richiesto oltre un anno di studio da parte dei medici, che hanno effettuato due passi preliminari prima di procedere alla separazione definitiva. La definizione tecnica delle due gemelle era “craniopaghe totali”, una forma molto complessa oltre che rara, che vede in comune sia il sistema venoso che le ossa della parte posteriore della testa.

Si tratta del primo caso mai eseguito nel nostro Paese e probabilmente anche nel mondo, in quanto nella letteratura medica non si trovano descritte delle operazioni simili. Ora le due bambine stanno bene ma sono ancora ricoverate nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale. Per questa operazione, che è durata 18 ore, sono state impegnate più di 30 medici e infermieri.

La storia delle due bambine siamesi

Nate nel giugno 2018 in Centrafrica, le due bambine sono arrivate in Italia il successivo 10 settembre, dopo che del loro caso era venuta a conoscenza la presidente del “Bambino Gesù”, Mariella Enoc, durante una missione nel paese africano nel mese di Luglio, che aveva come scopo quello di seguire i lavori relativi all’ampliamento di un ospedale pediatrico che era stato voluto da Papa Francesco.

Prima di passare alla fase chirurgica presso l’ospedale romano è stato formato un gruppo “multidisciplinare” del quale hanno fatto parte neurochirurghi, chirurghi plastici, anestesisti, neuroriabilitatori, neuroradiologi ed infermieri di tutte le discipline, oltre a dei fisioterapisti. Oltre a questo nella fase di preparazione è stato interessato anche il “Comitato Etico” in modo da prevedere un percorso con le stesse possibilità per entrambe le gemelline.