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06/10/2026
A Mortara, in provincia di Pavia, il sindaco Fabio Farina ha annunciato la fine del pasto differenziato per gli alunni le cui famiglie avevano arretrati con la mensa scolastica. La scelta iniziale prevedeva pasta in bianco e un secondo più semplice, invece del menù ordinario, e aveva acceso le critiche di opposizione e sindacati. Il Comune continuerà a occuparsi dei pagamenti insoluti, ma senza distinguere il pranzo dei bambini in base alla situazione economica dei genitori.
Che cosa prevedeva il pasto differenziato
La misura riguardava le famiglie con almeno 150 euro di arretrati. I bambini non venivano esclusi dalla mensa, ma ricevevano un menù diverso, che comprendeva soprattutto pasta in bianco e un secondo più semplice. L’amministrazione aveva spiegato che l’intento era sollecitare gli adulti a regolarizzare i pagamenti del servizio.
Il Comune aveva già avviato il recupero delle somme e contattato le famiglie interessate. Alcuni genitori avevano saldato il debito; altri avevano chiesto di poter pagare a rate. La differenza nel piatto, però, ha portato il confronto oltre la questione degli insoluti: le critiche si sono concentrate sul fatto che fossero i figli a ricevere un trattamento diverso per una situazione economica che riguarda gli adulti.
Il sindaco annuncia lo stop dopo il recupero di 9mila euro
Fabio Farina ha annunciato la conclusione della misura dopo i risultati ottenuti nel recupero dei crediti: il Comune partiva da circa 33mila euro e, nell’arco di una settimana, ne ha recuperati circa 9mila. Il sindaco ha detto che quasi tutte le famiglie con la possibilità economica di pagare avevano regolarizzato la propria posizione; per le situazioni di reale difficoltà, ha indicato il coinvolgimento dei servizi sociali.
Nel difendere la decisione iniziale, Farina ha dichiarato di non avere voluto discriminare i bambini, ma di avere inteso dare un segnale agli adulti. Poi ha confermato lo stop al pasto in bianco. Con il ritorno al menù ordinario per tutti, gli alunni riceveranno nuovamente il pasto previsto dal servizio mensa.
Le critiche: i debiti degli adulti non devono ricadere sui figli
Opposizione e organizzazioni sindacali hanno contestato il coinvolgimento dei bambini in una questione di pagamento. La loro posizione è che i debiti e le situazioni critiche degli adulti vadano affrontati direttamente con gli adulti, senza introdurre differenze visibili tra gli alunni durante il pranzo.
Il sindaco ha spiegato che il Comune continuerà a controllare i pagamenti e a intervenire con le famiglie che dovessero accumulare nuovi arretrati. Per le situazioni di difficoltà, ha richiamato il possibile ricorso ai servizi sociali. Il nodo pratico, dopo lo stop al menù differenziato, resta quindi il recupero degli insoluti senza trasformare la posizione economica dei genitori in una differenza nel pasto dei figli.




