Afghanistan, cure materne difficili anche dopo il parto: per Emergency solo l’11% completa le visite in gravidanza

Un report di Emergency su 32 strutture pubbliche afghane descrive le barriere alle cure materne: solo l’11% delle donne completa le quattro visite in gravidanza e in 25 strutture su 28 le dimissioni avvengono entro sei ore dal parto.

29/09/2026

In Afghanistan, per molte donne ricevere assistenza durante la gravidanza, il parto e nel periodo successivo è difficile.

Costi, distanze e restrizioni che limitano la libertà femminile si sommano alla carenza di servizi e personale sanitario.

Un report di Emergency, basato sull’analisi di 32 strutture pubbliche, mostra come questi ostacoli incidano sulla continuità delle cure materne.

Visite tardive e dimissioni rapide dopo il parto

Secondo Emergency, il 54% delle donne si presenta ai controlli solo nel secondo o nel terzo trimestre e appena l’11% completa le quattro visite raccomandate.

In 17 delle 18 strutture sanitarie primarie esaminate, le donne non accedono ai servizi oppure li raggiungono troppo tardi.

Anche dopo la nascita la permanenza nelle strutture può essere breve: in 25 delle 28 strutture analizzate, le dimissioni avvengono entro sei ore dal parto, rispetto alle 24 ore raccomandate.

Distanza, trasporti e servizi insufficienti

Raggiungere un centro sanitario è particolarmente difficile per chi vive nelle aree remote.

Le ambulanze sono disponibili in un terzo delle strutture considerate e, in alcune zone, le strade impervie complicano ulteriormente il viaggio.

Nelle cliniche di base esaminate non è presente alcun ecografo; terapie intensive, banche del sangue e strumenti diagnostici avanzati sono disponibili solo in poche strutture, che possono essere sovraffollate. Anche quando le prestazioni dovrebbero essere gratuite, esami e servizi specialistici possono comportare spese elevate per le famiglie.

La carenza di personale femminile

Tra le 18 strutture sanitarie primarie considerate, solo una ha una dottoressa.

Emergency collega la difficoltà di formare nuove specialiste anche alle restrizioni all’accesso delle donne all’università e alla specializzazione.

In un contesto in cui, per prassi culturale, le pazienti sono preferibilmente curate da donne, le ostetriche possono dover gestire complicanze ed emergenze senza il supporto di specialisti. Al Centro di maternità di Emergency ad Anabah, i ricoveri in terapia sub-intensiva sono aumentati del 45% in cinque anni.

Le difficoltà non finiscono quindi con l’arrivo in ospedale. Nelle 25 strutture su 28 in cui le donne vengono dimesse entro sei ore dal parto, il tempo trascorso nella struttura resta inferiore alle 24 ore raccomandate: un ulteriore ostacolo alla continuità dell’assistenza dopo la nascita.

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