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03/11/2026
Il disegno della manovra 2027 prevede una riduzione di quasi 7mila posti tra docenti e personale Ata dall’anno scolastico 2027/2028. I sindacati contestano il taglio e valutano una mobilitazione comune, mentre il testo deve ancora completare l’iter parlamentare e può essere modificato. Un sondaggio raccoglie le richieste di docenti e personale scolastico: tra queste c’è la riduzione del numero di alunni per classe, un tema che riguarda anche le famiglie.
Quasi 7mila posti in meno dal 2027/2028
Il disegno di legge indica una riduzione di 4.925 docenti e 2.049 unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata). I tagli si aggiungerebbero a quelli già programmati: 5.660 insegnanti in meno nell’anno scolastico 2025/2026 e 2.174 lavoratori Ata nell’anno scolastico in corso. Sommando le riduzioni, i calcoli sindacali arrivano a 14.808 posti in meno nell’arco di tre anni.
La misura è collegata al calo della popolazione scolastica. Secondo la relazione tecnica, il risparmio previsto a regime sarebbe di circa 252 milioni di euro all’anno dal 2028. La manovra comprende anche risorse aggiuntive per altri interventi: per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici sono indicati 650 milioni di euro nel triennio, mentre agli Istituti tecnologici superiori sono destinati 30 milioni tra il 2027 e il 2029.
I sindacati contestano la riduzione degli organici
Cisl Scuola, Uil Scuola, Flc Cgil, Snals, Gilda e Anief criticano la riduzione degli organici e prospettano una mobilitazione unitaria se Governo e Parlamento non rivedranno la misura. La Flc Cgil ha inoltre già proclamato con la Cgil uno sciopero per il 20 novembre. Contrari ai tagli si sono espressi anche i sindacati dei dirigenti scolastici Anp e DirigentiScuola.
Sindacati e opposizioni sostengono che la diminuzione degli alunni potrebbe essere usata per ridurre il numero di studenti per classe e migliorare le condizioni di lavoro. Esponenti della maggioranza, invece, affermano che non sarebbero coinvolte le cattedre curricolari: la riduzione riguarderebbe l’organico del potenziamento, cioè i docenti destinati ad attività di ampliamento dell’offerta formativa, attraverso una parziale mancata sostituzione dei pensionamenti. Il passaggio parlamentare resta decisivo per la versione finale della misura.
Un sondaggio raccoglie le richieste dei docenti
La Tecnica della Scuola propone un sondaggio rivolto a docenti e personale scolastico sulle priorità che vorrebbero vedere nella manovra definitiva. Tra le opzioni ci sono l’elezione del dirigente scolastico da parte del Collegio dei docenti, la riduzione del numero di alunni per classe e un aumento degli stipendi. Sono richieste raccolte dal sondaggio, non misure approvate.
Le altre opzioni riguardano meno burocrazia, formazione retribuita, un limite al numero dei progetti scolastici e un riconoscimento economico per i docenti che accompagnano gli studenti nei viaggi di istruzione. Per le famiglie, il nodo concreto resta il numero di alunni per classe: ridurlo a fronte del calo della popolazione scolastica è una richiesta nel dibattito, mentre il disegno di legge prevede una diminuzione dei posti.




