Bonus mamme 2026: fino a 720 euro, quando arriva e come richiederlo

Bonus mamme 2026: requisiti per le lavoratrici con almeno due figli, importi fino a 720 euro e pagamento previsto a dicembre. Cosa sapere sulla domanda.

Trasparenza editoriale: questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'intelligenza artificiale, sottoposto a verifiche automatizzate delle informazioni e revisionato dalla redazione di Maternita.it

20/10/2026

Tra spese per i figli e impegni di lavoro, sapere quando arriverà un sostegno economico aiuta a organizzare il bilancio familiare. Il Bonus mamme 2026 può raggiungere 720 euro, ma l’importo dipende dai mesi per cui spettano le somme e dai requisiti della lavoratrice.

Vediamo chi può riceverlo, quando è previsto il pagamento e cosa sapere prima di presentare la domanda.

Aggiornamento al 20 ottobre 2026: il pagamento è previsto a dicembre, mentre la data di apertura del servizio per le domande deve essere comunicata dall’INPS con un successivo messaggio.

Quanto spetta: 60 euro al mese, fino a 720 euro

Nel 2026 il contributo passa da 40 a 60 euro mensili, fino a un massimo di dodici mensilità. I 720 euro non sono quindi una somma uguale per tutte: spettano soltanto a chi possiede i requisiti per l’intero anno. Il beneficio è riconosciuto per i mesi, o le frazioni di mese, nei quali risultano soddisfatte le condizioni previste.

Per orientarti sull’importo, sei mensilità riconosciute corrispondono a 360 euro; nove mensilità a 540 euro. Sono esempi di calcolo, non una conferma del diritto: il totale dipende dalla tua situazione familiare e lavorativa.

A chi spetta: figli, reddito e attività lavorativa

Il bonus riguarda le lavoratrici madri con almeno due figli. Per capire se puoi richiederlo, devi considerare insieme il numero e l’età dei figli, il reddito da lavoro e il tipo di attività svolta.

  • Con due figli, il più piccolo deve avere meno di 10 anni.
  • Con almeno tre figli, il limite di età del più piccolo è fissato a 18 anni, con una regola specifica per chi lavora a tempo indeterminato.
  • Il reddito annuo da lavoro dipendente o autonomo non deve superare 40.000 euro.
  • Sono comprese le dipendenti pubbliche e private e le autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, incluse le Casse professionali e la Gestione Separata.
  • Le lavoratrici domestiche sono escluse.

La soglia di 40.000 euro riguarda il reddito da lavoro, non il valore dell’ISEE familiare. Inoltre, le somme ricevute con questo bonus non concorrono al reddito imponibile e non rilevano ai fini ISEE.

Contratto a tempo indeterminato: cosa cambia con due o tre figli

Se hai due figli, il contratto a tempo indeterminato non ti esclude dal contributo: puoi ricevere i 60 euro mensili se rispetti anche gli altri requisiti.

Se hai almeno tre figli, invece, il nuovo bonus non spetta nei mesi in cui è in essere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Per queste lavoratrici può trovare applicazione, se ne ricorrono i requisiti, un beneficio diverso: l’esonero totale della quota a loro carico dei contributi IVS, cioè quelli per invalidità, vecchiaia e superstiti. Non è un pagamento aggiuntivo di 60 euro, ma un’agevolazione sui contributi.

Quando arriva il Bonus mamme 2026

Le mensilità spettanti per il 2026 saranno pagate in un’unica soluzione a dicembre 2026: non sono previsti accrediti mensili da 60 euro. Al momento non è indicato un giorno preciso di pagamento; per organizzare le spese familiari, quindi, è meglio non considerare già disponibile la somma massima.

Come richiederlo e cosa puoi fare nell’attesa

Il contributo non è automatico: serve un’apposita domanda all’INPS.

La data di apertura del servizio telematico deve essere annunciata con un successivo messaggio. Prima di inviare la richiesta, controlla le istruzioni dedicate all’annualità 2026: procedure e scadenze riferite al bonus 2025 non vanno utilizzate come riferimento per la nuova domanda.

  • Controlla il numero dei figli e l’età del più piccolo.
  • Ricostruisci i periodi di lavoro del 2026 e gli eventuali cambi di contratto.
  • Verifica il requisito del reddito da lavoro, chiedendo assistenza se hai più attività o rapporti lavorativi.
  • Segui gli aggiornamenti INPS per conoscere apertura del servizio, modalità e termini della domanda.
  • Se la tua situazione è cambiata durante l’anno, puoi chiedere a un patronato di aiutarti a verificare i requisiti.
Redazione
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