Meningococco B, per la SIP quasi 1,8 milioni di bambini e ragazzi non vaccinati o con ciclo incompleto

La Società Italiana di Pediatria stima che quasi 1,8 milioni di bambini e ragazzi non siano vaccinati o abbiano un ciclo incompleto contro il meningococco B.

07/10/2026

Quasi 1,8 milioni di bambini e ragazzi in Italia non hanno ricevuto il vaccino contro il meningococco B oppure non hanno completato il ciclo vaccinale. La stima della Società Italiana di Pediatria (SIP) richiama l’attenzione su una protezione che può essere incompleta anche quando alcune dosi sono già state somministrate. In occasione della Giornata mondiale della meningite, celebrata il 5 ottobre, i pediatri chiedono di rafforzare i recuperi vaccinali.

Come è stato calcolato il dato sulla copertura

La SIP stima 1.780.545 bambini e ragazzi non vaccinati o vaccinati in maniera incompleta. Per calcolare il dato ha incrociato le coorti di nascita Istat dal 2014 al 2022 con le coperture vaccinali a 24 mesi del Ministero della Salute. La cifra comprende quindi sia chi non ha ricevuto il vaccino sia chi non ha completato il ciclo.

Il presidente della SIP Rino Agostiniani ha definito questa platea un bacino sul quale è ancora possibile intervenire. L’associazione invita a verificare lo stato vaccinale dei figli e a recuperare le dosi mancanti. La richiesta riguarda anche i percorsi rimasti incompleti, non soltanto chi non ha mai iniziato la vaccinazione.

Perché il meningococco B richiede attenzione

La meningite meningococcica è un’infiammazione delle membrane che avvolgono cervello e midollo spinale, causata dal batterio Neisseria meningitidis. Il contagio può avvenire attraverso saliva e secrezioni respiratorie nei contatti ravvicinati. Una persona può essere portatrice senza ammalarsi; in alcuni casi, però, il batterio provoca una malattia invasiva, che può manifestarsi come meningite e/o sepsi, una grave infezione diffusa nell’organismo.

Il decorso può essere rapido: nei casi più gravi la malattia può portare alla morte nell’arco di 24-48 ore, anche se riconosciuta e trattata tempestivamente. Secondo la SIP, la meningite meningococcica può essere fatale nel 5-10% dei casi e lasciare conseguenze gravi nel 10-20% dei sopravvissuti, tra cui deficit neurologici, perdita dell’udito, cecità e altre disabilità permanenti.

Vaccinazione MenB e differenze tra Regioni

Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale prevede l’offerta attiva e gratuita del vaccino contro il meningococco B in età pediatrica dal compimento dei 3 mesi di vita. La SIP richiama l’attenzione anche sugli adolescenti: dopo i bambini nei primi anni di vita, sono la seconda fascia d’età più esposta, anche per la maggiore intensità dei contatti sociali.

Per gli adolescenti, tuttavia, l’offerta non è uniforme. Rocco Russo, coordinatore del Tavolo tecnico vaccinazioni della SIP, segnala che alcune Regioni vaccinano soltanto chi non ha mai ricevuto il vaccino MenB, altre includono anche chi lo ha ricevuto da bambino e altre ancora non prevedono la vaccinazione in questa fascia d’età. La SIP chiede un’offerta più omogenea, con priorità a chi non è mai stato vaccinato.

Il meningococco B è uno dei diversi sierogruppi del batterio. Per i sierogruppi A, C, W-135 e Y è disponibile il vaccino quadrivalente MenACWY: il Piano nazionale ne prevede una dose dal compimento del 12° anno di vita, sia per gli adolescenti mai vaccinati sia per quelli che hanno ricevuto MenC nell’infanzia. Per le famiglie con adolescenti, l’offerta MenB varia invece in base alla Regione e alla vaccinazione ricevuta da bambini.

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