Bonus affitto per genitori separati: come fare domanda entro il 28 ottobre 2026

Un aiuto per l’affitto dopo la separazione: requisiti, importi e passaggi per la domanda entro il 28 ottobre 2026, per orientarti tra le spese familiari.

Trasparenza editoriale: questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'intelligenza artificiale, sottoposto a verifiche automatizzate delle informazioni e revisionato dalla redazione di Maternita.it

20/10/2026

Dopo una separazione, trovare una nuova casa significa spesso riorganizzare le spese insieme alla quotidianità con i figli.

Il bonus affitto per genitori separati o divorziati è un contributo destinato a chi non ha ottenuto l’assegnazione della casa familiare e paga una nuova abitazione in locazione.

La scadenza prevista per le domande è il 28 ottobre 2026: vediamo quali condizioni controllare, quanto può coprire il sostegno e cosa preparare per la richiesta online.

Chi può chiedere il bonus affitto

Essere separati o divorziati non basta per accedere al contributo. Il sostegno riguarda i genitori non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà, con almeno un figlio fiscalmente a carico di età inferiore a 21 anni alla data di pubblicazione dell’avviso. Il contratto della nuova casa deve essere registrato e intestato alla persona che presenta la domanda.

  • Reddito individuale non superiore a 35.000 euro, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi.
  • Assenza di altri immobili residenziali nel Comune della casa familiare o nei Comuni limitrofi entro 50 chilometri, con l’eccezione dell’eventuale proprietà della stessa abitazione familiare.
  • Rispetto degli obblighi di cura e mantenimento dei figli.
  • Assenza di altri sussidi pubblici con analoghe finalità di sostegno abitativo.
  • Mancata assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica.

Per il limite economico conta il reddito individuale, non l’ISEE: sono indicatori diversi e non vanno confusi. Prima di compilare l’istanza, recupera l’ultima dichiarazione dei redditi e confronta la tua situazione con tutti i requisiti dell’avviso ufficiale, soprattutto se possiedi quote di immobili o ricevi già aiuti per la casa.

Quanto spetta: fino a 500 euro al mese

Il contributo può coprire il 50% del canone di affitto, con un limite di 500 euro mensili e un massimo di 6.000 euro per dodici mensilità. Non si tratta quindi di 500 euro uguali per tutti: l’importo dipende dalla spesa riconosciuta e dall’ammissione al beneficio.

  • Con un canone di 700 euro al mese, il 50% corrisponde a 350 euro.
  • Con un canone di 1.000 euro al mese, il 50% raggiunge il tetto di 500 euro.
  • Con un canone di 1.200 euro al mese, il contributo massimo resta di 500 euro.

L’accredito è previsto in un’unica soluzione sull’IBAN indicato nella domanda: il limite mensile serve a calcolare il beneficio, ma non implica un pagamento ogni mese. Per organizzare le spese familiari, non considerare la somma già disponibile prima dell’esito della procedura.

Come presentare la domanda e cosa preparare

La richiesta si presenta esclusivamente online sulla piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dedicata al sostegno abitativo per genitori separati o divorziati. Per accedere puoi utilizzare SPID, il Sistema pubblico di identità digitale, CIE, la Carta d’identità elettronica, oppure CNS, la Carta nazionale dei servizi.

  • Tieni a portata di mano il provvedimento di separazione o divorzio.
  • Prepara i codici fiscali dei figli fiscalmente a carico.
  • Recupera il contratto di locazione registrato e i dati del canone.
  • Consulta l’ultima dichiarazione dei redditi per controllare il requisito economico.
  • Prepara l’IBAN per l’eventuale accredito.

Durante la compilazione dovrai inserire i dati richiesti e dichiarare il possesso delle condizioni di accesso. Controlla ogni campo prima dell’invio definitivo, perché dopo la trasmissione la domanda non è modificabile. Al termine, verifica la conferma di completamento e scarica il riepilogo in PDF, conservandolo insieme ai documenti utilizzati.

Scadenza del 28 ottobre: attenzione all’orario

La finestra prevista va dalle ore 12 del 7 ottobre alle ore 12 del 28 ottobre 2026. Prima di procedere, controlla sul portale ministeriale eventuali aggiornamenti dell’avviso e le istruzioni operative: per una scadenza così vicina, anche l’orario conta.

La procedura prevede che, a mezzogiorno del 28 ottobre, non siano più consentiti nuovi ingressi nella coda della piattaforma. Chi è già entrato entro il termine può completare la richiesta nelle 24 ore successive, seguendo l’ordine assegnato. Questa possibilità non è una proroga per tutti: meglio non affidarsi al tempo aggiuntivo per iniziare la domanda.

Come funziona la graduatoria

L’ordine di invio non dà priorità nell’assegnazione del contributo. Dopo la chiusura sono previste graduatorie regionali che tengono conto di reddito, numero di figli a carico sotto i 21 anni, disabilità, disoccupazione involontaria e residenza in Comuni ad alta tensione abitativa. In caso di parità di punteggio, conta il reddito più basso.

Se una condizione non è chiara, chiedi chiarimenti attraverso i contatti ufficiali della procedura prima di dichiararla. Preparare i documenti con un po’ di anticipo ti lascia il tempo per risolvere un dubbio o un problema di accesso, senza aggiungere fretta alla gestione quotidiana della famiglia.

Redazione
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