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31/10/2026
Un fondo individuale per i bambini nati dal 2027, con versamenti pubblici annuali fino alla maggiore età, e più tempo di congedo parentale retribuito all’80%. Sono alcune delle misure per famiglie e giovani inserite nel disegno di legge della Manovra 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre. Il testo deve ancora essere esaminato dal Parlamento: requisiti e modalità potranno quindi cambiare prima dell’approvazione definitiva.
Il fondo per i bambini nati dal 2027
La proposta prevede che l’Inps apra una posizione individuale per ogni bambino nato a partire dal 2027. Lo Stato vi verserebbe 100 euro all’anno fino ai 18 anni: se il contributo fosse riconosciuto per tutte le annualità, il totale pubblico arriverebbe a 1.800 euro. Genitori e altri familiari potrebbero aggiungere versamenti volontari, con una detrazione fiscale prevista per incentivarli.
Non sarebbe un bonus da utilizzare subito per le spese quotidiane della famiglia. Il capitale resterebbe accantonato fino alla maggiore età e potrebbe essere destinato agli studi, all’avvio di un’attività o alla previdenza complementare. Prima dei 18 anni, l’accesso sarebbe possibile soltanto in caso di emergenze straordinarie e con l’autorizzazione del giudice tutelare. Il fondo è quindi pensato come risparmio per il futuro, distinto dagli aiuti per i costi immediati della cura.
Congedi parentali più lunghi e voucher per la cura
La manovra propone di aumentare i mesi di congedo parentale indennizzati all’80% della retribuzione: dagli attuali tre a quattro per il primo figlio, a cinque per il secondo e a sei dal terzo in poi. Il periodo con la percentuale più alta potrebbe essere utilizzato nei primi sei anni di vita del bambino, secondo criteri ancora da definire. Non significa che tutto il congedo parentale sarebbe retribuito all’80%: il potenziamento riguarda soltanto una parte del periodo di assenza dal lavoro.
Per chi lavora in autonomia è previsto anche un voucher per servizi di babysitting e di educazione dell’infanzia. L’importo potrebbe arrivare a 500 euro al mese, per un massimo di tre mesi, cioè fino a 1.500 euro complessivi. Il contributo sarebbe legato all’acquisto di servizi di cura, non un trasferimento senza vincoli. Le modalità di accesso dovranno essere definite nel corso dell’iter parlamentare.
Bonus mamme, lavoro e affitti per i giovani
Tra le misure rivolte alle lavoratrici, il disegno di legge prevede il potenziamento e la stabilizzazione del bonus mamme. Il sostegno riguarderebbe chi ha almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40 mila euro l’anno, comprese le lavoratrici autonome e quelle con contratto a tempo determinato.
Per i lavoratori under 30 è inoltre previsto un trattamento fiscale agevolato sugli incrementi del reddito da lavoro dipendente, entro limiti specifici. Non si tratterebbe quindi di un assegno automatico destinato a tutti i giovani. Sul fronte degli affitti, la cedolare secca per i contratti a canone concordato scenderebbe dal 10% al 5%, fino all’1% per gli affitti a giovani inquilini. Lo sconto spetterebbe al proprietario, e non sarebbe un contributo versato direttamente a chi affitta.
Per le famiglie, le misure proposte risponderebbero a momenti diversi: il fondo sarebbe utilizzabile ordinariamente dai 18 anni, mentre i congedi e il voucher sosterrebbero le esigenze di cura nei primi anni di vita dei bambini.




