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25/10/2026
Dal 1° gennaio 2027, in Grecia, chi non ha ancora compiuto 15 anni non potrà accedere ai social network. Il Parlamento ha approvato la legge, che chiama direttamente in causa le piattaforme: dovranno verificare l’età degli utenti e impedire l’accesso sotto la soglia prevista. Per le famiglie il cambiamento riguarderà anche il modo in cui i servizi online controllano l’età e gestiscono i dati personali dei più giovani.
Divieto per gli under 15 dal 1° gennaio 2027
Le nuove regole si applicheranno a servizi come TikTok, Instagram, Facebook e X. Non basterà chiedere a chi si registra di dichiarare la propria età: le aziende dovranno adottare sistemi affidabili di verifica, capaci di controllare il requisito e di limitare i tentativi di aggirare il blocco.
Le piattaforme potranno sviluppare strumenti propri oppure affidarsi a servizi di terze parti. La legge non impone quindi un’unica tecnologia, ma richiede che i controlli siano efficaci nell’uso quotidiano. Per chi ha figli o figlie adolescenti, la data da tenere presente è il 1° gennaio 2027, quando il divieto entrerà in vigore.
Verifica dell’età e strumenti digitali greci
Tra le soluzioni che potrebbero contribuire all’applicazione delle regole ci sono Kids Wallet e Gov.gr Wallet, due applicazioni statali. Il ministro della Governance digitale Dimitris Papastergiou ha spiegato che sono pensate per tutelare la privacy e ridurre al minimo la raccolta di dati personali, in linea con le norme europee.
Le app utilizzano token di età, strumenti digitali che servono a confermare l’età di una persona. Secondo il governo greco, Kids Wallet permette ai tutori legali di limitare o bloccare l’accesso a determinate app e servizi online; Gov.gr Wallet consente invece di conservare documenti d’identità in formato digitale. Il loro eventuale impiego non sostituisce il compito delle piattaforme di rispettare la legge.
Multe fino al 6% del fatturato globale
Le aziende che non adottano misure efficaci rischiano sanzioni fino al 6% del fatturato annuo globale. La vigilanza e le multe seguono i meccanismi previsti dal quadro europeo sui servizi digitali: il punto centrale sarà dunque verificare che i controlli funzionino e non siano facilmente eludibili.
Il governo presenta il provvedimento come una misura per contrastare problemi come ansia, disturbi del sonno, isolamento e cyberbullismo tra gli adolescenti. Il dibattito sulla protezione dei più giovani prosegue anche a livello europeo: la Commissione europea sta lavorando a una proposta per limitare l’accesso ai social e ad altri servizi digitali considerati rischiosi per chi ha meno di 13 anni. Le due iniziative hanno soglie diverse e quella europea è ancora in fase di elaborazione.
Per le famiglie, il nodo concreto sarà l’efficacia dei controlli delle piattaforme sull’età degli utenti in Grecia, insieme alla tutela dei dati personali dei più giovani.




