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12/10/2026
Il bonus affitto per genitori separati o divorziati ha registrato oltre 13mila richieste nelle prime 24 ore dall’apertura della piattaforma, secondo i numeri comunicati dal vicepremier Matteo Salvini. Il totale comprende però sia le domande completate sia le pratiche ancora in lavorazione: non indica quanti contributi siano stati assegnati. La misura è operativa dal 7 ottobre e dispone di risorse stanziate per il triennio 2026-2028.
Circa 4mila domande completate e l’ipotesi di nuovi fondi
Salvini ha indicato circa 4mila domande completate e più di 9mila pratiche in corso nelle prime 24 ore. Il numero complessivo fotografa quindi l’interesse iniziale per il contributo, ma include richieste non ancora concluse.
Il fondo ammonta a 60 milioni di euro per il triennio 2026-2028, pari a 20 milioni all’anno. Il vicepremier ritiene che la domanda possa superare le risorse disponibili e ha detto di averne parlato con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Se le richieste saranno particolarmente numerose, ha prospettato la possibilità di aggiungere fondi con la prossima legge di Bilancio. Al momento non si tratta di un finanziamento approvato.
L’obiettivo indicato da Salvini è avviare i primi pagamenti entro la fine dell’anno. Le domande presentate in questa fase, ha spiegato, potranno inoltre aiutare a valutare la misura per gli anni successivi.
Quanto vale il contributo e chi può richiederlo
Il bonus copre fino al 50% del canone di locazione, con un limite di 500 euro al mese e 6mila euro all’anno. È rivolto a madri e padri separati o divorziati che non hanno ottenuto l’assegnazione della casa familiare di proprietà e hanno figli a carico con meno di 21 anni.
Per accedere non è richiesto l’Isee. Il criterio economico è il reddito ai fini Irpef, che non deve superare 35mila euro annui. Servono un contratto di affitto regolarmente registrato e intestato al richiedente e la regolarità nei pagamenti dell’eventuale assegno di mantenimento.
Chi fa domanda non deve possedere altri immobili residenziali nello stesso Comune della casa familiare o entro un raggio di 50 chilometri, fatta eccezione per la casa familiare. Sono esclusi gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il contributo non è cumulabile con altri aiuti pubblici per l’affitto.
La misura riguarda chi, dopo la separazione, sostiene i costi di una nuova abitazione senza essere assegnatario della casa condivisa. Salvini ha richiamato la difficoltà di mantenere un alloggio autonomo mentre si continua a contribuire alle spese per i figli.
Domande entro il 28 ottobre e graduatorie regionali
La piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stata aperta il 7 ottobre e accetta le richieste fino alle ore 12 del 28 ottobre 2026. La graduatoria sarà elaborata automaticamente per ciascuna Regione: inviare la domanda prima non dà precedenza. A parità di punteggio, conta il reddito del richiedente.
Per assegnare i punteggi sono considerati il numero di figli minorenni o con meno di 21 anni, la presenza di una disabilità, la disoccupazione involontaria e la residenza in un’area ad alta tensione abitativa. La ripartizione dei fondi tra le Regioni tiene conto del numero medio di genitori separati o divorziati, del reddito medio regionale e della quota di Comuni ad alta tensione abitativa.
Per le famiglie interessate, il dato decisivo sarà quante domande risulteranno ammissibili: alle circa 4mila già completate nelle prime 24 ore si affiancavano oltre 9mila pratiche ancora in lavorazione. Salvini ha ipotizzato più risorse, ma nessun aumento è stato approvato.
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