Obesità, l’OMS: farmaci dai 10 anni solo se il percorso sullo stile di vita non basta

L’OMS non raccomanda farmaci per l’obesità sotto i 10 anni. Dai 10 ai 19, possono essere considerati solo dopo un percorso supervisionato sullo stile di vita senza risultati attesi.

Uso dell’AI: per la stesura o l’aggiornamento di questo articolo sono stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale. La redazione rivede il testo prima della pubblicazione e può correggere anche eventuali inesattezze.

09/10/2026

Le nuove linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) distinguono le cure per l’obesità in base all’età: sotto i 10 anni non raccomandano farmaci, chirurgia bariatrica o dispositivi per perdere peso. Per gli adolescenti, invece, i medicinali possono essere presi in considerazione solo dopo che un percorso supervisionato di cambiamento dello stile di vita non ha raggiunto i risultati desiderati. Al centro restano interventi strutturati e un’assistenza attenta anche al benessere emotivo.

Farmaci solo dopo un percorso supervisionato

Per i bambini da 0 a 9 anni, l’OMS non raccomanda trattamenti farmacologici contro l’obesità, né la chirurgia bariatrica — gli interventi che modificano lo stomaco o il tratto digerente per favorire la perdita di peso — né i dispositivi per dimagrire. Per chi ha tra 10 e 19 anni, i farmaci approvati possono essere valutati soltanto se un programma multimodale, seguito sotto supervisione e basato su modifiche dello stile di vita, non ha dato i risultati attesi.

La chirurgia bariatrica non è presentata come un’opzione generale per gli adolescenti: può essere presa in considerazione, in condizioni rigorose, nei casi di obesità grave. Le indicazioni, quindi, differenziano gli interventi per fascia d’età e riservano le terapie farmacologiche a una fase successiva rispetto al percorso sullo stile di vita.

Alimentazione, movimento e comportamento sono il punto di partenza

Per bambini e adolescenti con obesità, l’OMS raccomanda interventi strutturati su alimentazione, attività fisica e comportamento. Possono essere svolti individualmente oppure inseriti in un programma che combina più interventi. Le soluzioni digitali sono indicate soltanto a determinate condizioni e con la supervisione di un genitore o di un tutore.

L’approccio proposto non si concentra soltanto sulla perdita di peso: punta anche alla salute e al benessere, con cure adeguate all’età e attente alle esigenze di bambini e famiglie. Luz María De Regil, direttrice del Dipartimento di Nutrizione e Sicurezza Alimentare dell’OMS, ha sottolineato che il fulcro della cura è un supporto completo, capace di favorire alimentazione sana, attività fisica e cambiamenti duraturi.

Salute mentale e contrasto allo stigma

L’OMS richiama l’attenzione anche sulle conseguenze emotive e sociali dell’obesità. Ansia, depressione e bassa autostima possono contribuire a comportamenti alimentari scorretti, inattività e isolamento; allo stesso tempo, discriminazione, stigmatizzazione e bullismo possono compromettere il benessere di bambini e adolescenti. Per questo le raccomandazioni includono la tutela della salute mentale accanto alla gestione dell’obesità.

Il fenomeno riguarda un numero elevato di giovani: nel 2024, secondo l’OMS, 170 milioni di persone tra 5 e 19 anni convivevano con l’obesità nel mondo. Tra queste, 70 milioni avevano da 5 a 9 anni e 100 milioni da 10 a 19. Dal 1990 al 2022, la quota globale di bambini e adolescenti con obesità è passata dal 2% all’8%.

L’OMS affianca alle indicazioni cliniche un richiamo a politiche che rendano più accessibili alimentazione sana e attività fisica, anche attraverso istruzione, pianificazione urbana, trasporti e protezione sociale.

Uso dell’AI: per la stesura o l’aggiornamento di questo articolo sono stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale. La redazione rivede il testo prima della pubblicazione e può correggere anche eventuali inesattezze.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *