Preparare e conservare i liofilizzati per l’infanzia

Scritto da
preparare-e-conservare-liofilizzati

La liofilizzazione, denominata anche crioessiccamento, è il processo chimico che consente di eliminare l’acqua dagli alimenti tramite sublimazione: in pratica si verifica la trasformazione delle molecole da acqua in vapore. Va detto che questa tecnica di conservazione alimentare lascia intatti i principi nutritivi e organolettici dei cibi che vengono trattati. Tra i liofilizzati più diffusi vi sono quelli per la prima infanzia. Vediamo come prepararli e conservarli in casa.

Pensando ai liofilizzati sicuramente vi verranno in mente quelli dedicati all’alimentazione della prima infanzia. Ma è possibile effettuare una liofilizzazione homemade, in modo tale da poter utilizzare gli ingredienti migliori per i vostri figli? La risposta è sì! Scopriamo insieme come procedere.

Come preparare i liofilizzati

In primo luogo è necessario scegliere gli alimenti freschi che devono essere liofilizzati (per esempio mele, pere, banane, ecc.). Nel caso in cui si decida di liofilizzare la carne, è necessario prima sottoporla a cottura.

I cibi devono essere tagliati in piccoli pezzi e poi disposti su una superficie piana (ad esempio su un piatto o su un vassoio), avendo cura di non sovrapporli. In seguito è necessario collocare gli alimenti nel congelatore fino a quando non risulteranno liofilizzati. Il processo si compirà all’incirca nel giro di una settimana, ovvero quando si verificherà la sublimazione, grazie alla quale si avrà la disidratazione dei cibi.

Come conservare i liofilizzati

Quando gli alimenti saranno perfettamente disidratati, è necessario conservarli in appositi sacchettini da freeezer monouso, dopo aver fatto uscire tutta l’aria. Va detto che è assolutamente fondamentale provvedere alla chiusura ermetica dei contenitori, in modo tale da evitare che venga riassorbita l’acqua presente nell’ambiente.

Se si verificasse una simile circostanza, infatti, si avrebbero conseguenze sulla consistenza degli alimenti stessi. Si pensi, ad esempio, alla formazione di grumi o al fenomeno dell’impaccamento, ovvero l’ammassamento degli alimenti in grossi blocchi appiccicosi. 

Condividi il post:

Categorie dell'articolo:
Alimentazione · Per il tuo bambino · Ricette

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *