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07/10/2026
Vittorio Feltri contesta l’uso della parola «mammo» per descrivere un padre che si occupa dei figli. Cambiare un pannolino, preparare la pappa o accompagnare i bambini a scuola, sostiene, non trasforma un uomo in una figura diversa: sono gesti di cura che rientrano nel ruolo genitoriale. La sua critica riguarda l’idea che queste attività siano eccezionali quando a svolgerle è il padre.
Perché Feltri rifiuta la parola «mammo»
«Il padre che accudisce i figli non è un mammo. È semplicemente un padre che fa il padre», scrive Feltri. A suo giudizio, l’etichetta suggerisce che un uomo, occupandosi della cura quotidiana, abbia oltrepassato un confine che normalmente non gli apparterrebbe. La cura dei figli, nella sua lettura, non richiede un appellativo distinto per il padre.
La provocazione sulla parola «babba»
Per evidenziare quello che considera un doppio criterio, Feltri propone per ironia un’etichetta speculare: se il padre coinvolto è un «mammo», una madre che lavora molto dovrebbe essere chiamata «babba». La provocazione accompagna la sua critica alle definizioni attribuite ai genitori in base alle attività che svolgono.
Feltri invoca una «moratoria» sui nuovi appellativi e sposta l’attenzione sulle esigenze dei figli: essere amati, nutriti e seguiti con pazienza. Padre e madre, secondo il giornalista, restano definizioni sufficienti.




