Acerra, studenti occupano e devastano il liceo: ucciso anche un pesciolino

L’occupazione del liceo de’ Liguori di Acerra è finita con danni alla scuola e la morte di un pesciolino. La Polizia indaga; alcuni genitori si sono detti disponibili a risarcire i danni.

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05/11/2026

Ad Acerra, un’occupazione studentesca nata come protesta contro il carovita è finita con danni agli ambienti del liceo polispecialistico Alfonso Maria de’ Liguori e con la morte di un pesciolino custodito in un acquario.

I fatti sono avvenuti martedì 3 novembre: al mattino un gruppo ha bloccato l’ingresso, mentre nel pomeriggio sono stati danneggiati arredi e suppellettili. La Polizia indaga per identificare i responsabili; secondo il dirigente scolastico, alcuni genitori si sono detti disponibili a risarcire i danni.

I cancelli bloccati e l’occupazione

La mattina del 3 novembre alcuni giovani incappucciati hanno sbarrato i cancelli dell’istituto con una catena, impedendo l’accesso a studenti e personale. La protesta, avviata da un gruppo ristretto contro il carovita, si sarebbe poi estesa anche a giovani che non frequentano la scuola. La dirigenza ha avvisato le forze dell’ordine e chiesto le ragioni dell’occupazione.

Nel pomeriggio il dirigente scolastico Giovanni La Montagna ha ricevuto alcuni video che mostravano quanto stava accadendo negli ambienti dell’istituto e ha nuovamente allertato la Polizia. Quando gli agenti sono arrivati, i ragazzi ancora presenti hanno comunicato di aver interrotto l’occupazione. Solo allora è stato possibile entrare e verificare i danni. «Siamo entrati e abbiamo trovato la scuola messa a soqquadro. Mi si è stretto il cuore», ha raccontato il preside.

Arredi danneggiati e un pesciolino ucciso

All’interno sono stati distrutti arredi e suppellettili; un radiatore dell’impianto di riscaldamento è stato smontato. Durante l’occupazione è stato ucciso anche un pesciolino che viveva in un piccolo acquario. Alcuni video degli atti vandalici hanno iniziato a circolare tra i ragazzi.

La Polizia sta lavorando per identificare gli autori dei danneggiamenti e accertare le singole responsabilità. La Montagna ha sottolineato che la maggior parte dei circa 1.300 studenti dell’istituto è estranea ai fatti. L’occupazione sarebbe arrivata a coinvolgere anche giovani esterni alla scuola: resta quindi da stabilire chi abbia partecipato ai singoli atti.

Alcuni genitori disponibili a risarcire i danni

Secondo il dirigente, alcuni genitori degli studenti coinvolti hanno comunicato tramite i propri legali la disponibilità a risarcire i danni provocati dai figli. Si tratta di una disponibilità, non di un risarcimento già avvenuto. Le indagini della Polizia proseguono per individuare gli autori dei danneggiamenti.

Alla comunità scolastica sono arrivati messaggi di solidarietà da cittadini, rappresentanti politici e istituzioni locali. Anche il sindaco Tito d’Errico, insieme all’assessora Milena Petrella, ha espresso la vicinanza dell’amministrazione. Il primo cittadino ha condannato i danneggiamenti e ha ricordato che la scuola è «casa dei ragazzi».

La Montagna ha ringraziato per il sostegno e ha chiesto di provare a comprendere il disagio dei giovani coinvolti, senza rinunciare all’accertamento delle responsabilità. Per la scuola e le famiglie resta un punto concreto: la disponibilità di alcuni genitori a risarcire i danni non stabilisce chi sia responsabile dei singoli atti.

Redazione
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