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27/10/2026
Per un mese, in 15 ristoranti sardi, le famiglie potranno provare a lasciare smartphone e tablet da parte durante il pasto. Il progetto “A tavola senza schermi”, promosso dalla Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Anna Cau insieme a FIPE Confcommercio Sardegna e alla Federazione italiana medici pediatri (Fimp), propone giochi, attività e materiali informativi come alternative ai dispositivi. L’adesione è volontaria e il patto coinvolge anche gli adulti.
Un kit per l’attesa e un patto condiviso
Nei locali aderenti sarà disponibile il “Kit del Ritrovo”, con giochi e attività pensati per diverse fasce d’età. Le famiglie potranno inoltre consultare un pieghevole informativo e una guida pratica della Fimp, accessibile tramite QR code, dedicata al rapporto tra bambini, adolescenti e mondo digitale.
Il “Patto a Tavola” organizza la proposta in cinque gesti concreti: riporre i telefoni di adulti e bambini in borsa o in un cestino; usare il tempo del pasto per raccontarsi la giornata; proporre ai più piccoli giochi manuali nell’attesa delle portate, mettendoli via quando si inizia a mangiare; concordare prima eventuali eccezioni; allontanarsi dal tavolo per gestire le chiamate davvero urgenti.
Non è quindi un divieto imposto ai bambini: l’iniziativa chiede a chi è seduto a tavola di partecipare. Emanuele Frongia, presidente di FIPE Confcommercio Sardegna, ha sottolineato che l’esempio degli adulti è parte del patto: mettere via il telefono ha senso se anche i genitori sono disposti a farlo. L’idea è riscoprire il pasto come momento di incontro, compreso il tempo di attesa prima che arrivino i piatti.
Quindici locali, da Cagliari a Santa Teresa Gallura
La sperimentazione era stata inizialmente pensata per otto ristoratori ed è stata poi estesa ai primi 15 locali aderenti. Le attività coinvolte si trovano a Cagliari, Quartu Sant’Elena, Capoterra, Nuoro, Bari Sardo, Ussassai, Oristano, Alghero, Olbia e Santa Teresa Gallura. Ristoratori, pediatri e istituzioni portano così la proposta in luoghi della quotidianità, senza renderla un obbligo per le famiglie.
Secondo Giuseppe Scura, direttore di Confcommercio Sud Sardegna, la partecipazione volontaria è un punto di forza: l’esperienza al ristorante potrebbe diventare uno stimolo per riproporre abitudini simili anche a casa. Al termine del mese di prova, FIPE valuterà la possibilità di estendere l’iniziativa alla propria base associativa. L’estensione, dunque, non è già decisa.
La guida Fimp e il rapporto con il digitale
Il materiale informativo si affianca alla guida Fimp “Bambini e adolescenti in un mondo digitale”. I dati riportati nel documento indicano che il 95% degli adolescenti italiani usa regolarmente lo smartphone e che più della metà lo tiene acceso 24 ore su 24. Circa uno su quattro presenta segnali di uso problematico; inoltre, l’87% dei genitori di preadolescenti chiede maggiori informazioni su come gestire il rapporto dei figli con la tecnologia.
Osama Al Jamal, presidente della Fimp Sardegna, ha richiamato l’attenzione non soltanto sul tempo trascorso davanti agli schermi, ma anche sui contenuti accessibili a bambini e adolescenti. La Garante Anna Cau ha descritto l’obiettivo dell’iniziativa come un accompagnamento verso un uso consapevole del digitale, attento sia ai rischi sia alle opportunità.
Al tavolo, la proposta prende forma soprattutto nell’attesa delle portate: i bambini possono usare i giochi messi a disposizione dal locale, mentre anche gli adulti sono invitati a riporre il telefono.




