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03/10/2026
La Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) propone di estendere fino ai 18 anni la fascia di competenza del pediatra di famiglia. L’idea, rilanciata al congresso nazionale della Federazione a Napoli, punta a mantenere un riferimento assistenziale durante l’adolescenza, quando cambiano i bisogni di salute e può diventare più difficile passare alla medicina dell’adulto. La proposta riguarderebbe oltre 2,2 milioni di ragazze e ragazzi tra i 14 e i 17 anni.
Perché la Fimp punta sulla continuità in adolescenza
Secondo la Federazione, conservare più a lungo il rapporto con il pediatra potrebbe aiutare a evitare interruzioni nel percorso di cura. Il professionista conosce già la storia clinica del ragazzo e, spesso, anche il contesto familiare: un legame che può offrire continuità proprio mentre cambiano le esigenze legate alla crescita.
La proposta nasce anche dall’attenzione verso fragilità emotive, disagio psicologico e sociale, dipendenze digitali o da sostanze, sedentarietà e disturbi del comportamento alimentare. L’obiettivo indicato dalla Fimp è affiancare alla cura un’attenzione allo sviluppo, e non limitarsi a intervenire quando emerge una patologia. Il presidente nazionale Antonio D’Avino descrive l’adolescenza come una fase in cui il passaggio alla medicina dell’adulto può tradursi in una discontinuità nei percorsi di cura.
La proposta riguarda oltre 2,2 milioni di adolescenti
La stima dei potenziali interessati è di oltre 2,2 milioni di giovani tra i 14 e i 17 anni. Il dato deriva da un’elaborazione Fimp sui numeri della popolazione residente dell’Istat al 1° gennaio 2026. Si tratta quindi della platea che sarebbe coinvolta da un’eventuale estensione, non di una misura già introdotta.
La Federazione precisa che l’intento non è spostare il confine tra pediatria di famiglia e medicina generale, ma rendere più graduale il passaggio verso il medico di medicina generale. Per farlo, secondo la Fimp, servirebbero collaborazione tra professionisti e continuità anche nella condivisione delle informazioni sanitarie. La proposta richiederebbe inoltre di intervenire su numero dei pediatri, massimali e organizzazione territoriale, così da rendere sostenibile una presa in carico più lunga. La denatalità, che riduce la popolazione nelle fasce pediatriche più giovani, è uno degli elementi che la Federazione considera nella programmazione dell’assistenza.
Prevenzione e salute oltre la visita pediatrica
Il tema della continuità si inserisce nel più ampio ruolo che la Fimp attribuisce al pediatra nella prevenzione durante l’età evolutiva. Tra gli argomenti al centro del congresso figurano vaccinazioni, alimentazione e stili di vita, benessere psicologico e rapporto con il digitale: aspetti che riguardano anche la salute di ragazze e ragazzi più grandi.
Per le famiglie, l’ipotesi significherebbe poter contare più a lungo su un interlocutore che conosce il percorso del ragazzo; per i professionisti, richiederebbe un raccordo organizzativo con la medicina generale. L’estensione resta una proposta della Fimp: il passaggio concreto dipenderebbe dalle scelte sull’organizzazione e sulle risorse necessarie.




