WhatsApp introduce il parental control in Italia: i genitori scelgono le impostazioni di privacy

I controlli parentali di WhatsApp permettono ai genitori di gestire alcune impostazioni di privacy degli adolescenti, senza accedere alle loro conversazioni.

01/10/2026

WhatsApp ha introdotto anche in Italia controlli parentali facoltativi per gli adolescenti con più di 13 anni. I genitori possono intervenire su alcune impostazioni di privacy e sicurezza di un account già esistente, scegliendo quali strumenti attivare. La novità riguarda il modo in cui i ragazzi possono essere contattati o partecipare a gruppi, ma non dà accesso alle loro chat: messaggi e chiamate personali restano privati e protetti dalla crittografia.

Un PIN per gestire le impostazioni del profilo

I controlli possono essere associati a un account già attivo e non si attivano automaticamente: la scelta spetta alla famiglia. Tra le impostazioni modificabili ci sono chi può vedere la foto del profilo e chi può aggiungere il ragazzo a un gruppo. In questo modo la supervisione riguarda alcune modalità di visibilità e contatto, non l’intero utilizzo dell’app.

Il genitore può proteggere le scelte con un PIN. Se l’adolescente vuole modificare le impostazioni supervisionate, deve ottenere l’approvazione del genitore attraverso quel codice. WhatsApp presenta quindi un sistema in cui l’adulto decide quali limiti impostare, mentre il ragazzo non può cambiare autonomamente le opzioni protette. I controlli possono essere modificati o disattivati in qualsiasi momento.

Notifiche su gruppi, Status e Canali

La supervisione può estendersi anche ad alcune attività nei gruppi. WhatsApp prevede notifiche quando il ragazzo entra in un gruppo o ne esce, e quando un gruppo di cui fa parte diventa significativamente più grande. Gli avvisi informano su questi cambiamenti, senza mostrare il contenuto delle conversazioni.

Le impostazioni riguardano anche gli Status e i Canali: i genitori possono decidere quali aggiornamenti di stato il figlio può vedere e chi può vedere i suoi, oltre a scegliere come può utilizzare i canali. Per Meta AI, la piattaforma indica due possibilità: l’impostazione predefinita 13+ oppure l’opzione più restrittiva “Contenuti limitati”. Anche in questo caso è il genitore a selezionare il livello di limitazione.

Gli strumenti sono opzionali e permettono di scegliere quali interventi attivare, anziché applicare un unico profilo uguale per tutte le famiglie. WhatsApp li descrive come controlli configurabili con un solo PIN e avvisi sulle attività indicate. La piattaforma li presenta inoltre come un primo passaggio: dice di volerli sviluppare progressivamente anche sulla base delle indicazioni ricevute dalle famiglie.

Le chat restano protette dalla crittografia

Il limite più netto riguarda le conversazioni personali: attivando il parental control, i genitori non possono leggere i messaggi né ascoltare le chiamate. La crittografia end-to-end, cioè la protezione che rende i contenuti accessibili soltanto alle persone coinvolte nella conversazione, continua a tutelare chat e telefonate. WhatsApp afferma che nemmeno la piattaforma può vedere o ascoltare quei contenuti.

Per una famiglia che sceglie di attivare i controlli, la supervisione può quindi concentrarsi su aspetti precisi: decidere chi può aggiungere il ragazzo ai gruppi e ricevere un avviso quando entra in un gruppo, ne esce o il gruppo diventa significativamente più grande. Se poi l’adolescente vuole cambiare un’impostazione protetta dal PIN, serve l’approvazione del genitore.

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