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25/09/2026
La nuova Mabasta App porta online il modello nato nelle scuole per prevenire e contrastare bullismo e cyberbullismo. La piattaforma vuole collegare studenti, istituti e professionisti, offrendo strumenti per segnalare episodi, sostenere i comportamenti positivi e ridurre la distanza da chi può aiutare. Per famiglie e comunità scolastiche, il progetto punta così a rendere più continuativa la collaborazione intorno al benessere degli adolescenti.
Dal movimento studentesco a una rete nazionale
Il progetto Mabasta è nato a Lecce dall’iniziativa di Mirko Cazzato e, negli anni, ha incontrato oltre 1.000 scuole e più di 90.000 studenti in tutta Italia. La nuova applicazione rappresenta un passaggio ulteriore: le scuole non vengono considerate realtà isolate, ma parti di una comunità digitale nella quale condividere esperienze, buone pratiche e iniziative.
La piattaforma si inserisce nel Modello Mabasta, sviluppato per lavorare sulla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo in età scolare. Tra gli strumenti già collegati al modello ci sono il MabaProf, cioè il docente referente scelto dagli studenti, il MabaTest per rilevare in forma anonima il clima relazionale della classe, i Bulliziotti, studenti con funzione di sentinella, la BulliBox per le segnalazioni cartacee e il MabaDAD, il Digital Antibullying Desk.
Segnalazioni, partecipazione e supporto
La Mabasta App non è pensata soltanto per raccogliere segnalazioni. Il progetto prevede un ambiente digitale nel quale la partecipazione degli studenti possa sostenere comportamenti di aiuto verso gli altri. La gamification, cioè l’uso di meccanismi simili a quelli dei giochi, viene applicata attraverso i Punti Empatia, assegnati per azioni positive, e gli Status Badge dedicati alle classi considerate “debullizzate”.
Gli studenti delle scuole affiliate potranno avere un ruolo attivo nella community, anche diventando tutor per i compagni più giovani. Video, podcast e sfide creati dagli stessi ragazzi dovrebbero mantenere l’attenzione sul tema durante l’anno scolastico, evitando che la prevenzione resti legata soltanto a interventi occasionali.
La rete prevista dall’app comprende anche avvocati, psicologi e psicoterapeuti. L’obiettivo dichiarato è avvicinare chi vive una situazione di difficoltà alle professionalità che possono offrire supporto. Sono previsti percorsi rivolti sia a chi subisce atti di bullismo, con sostegno legale e psicologico, sia a chi li compie, attraverso attività di rieducazione e consapevolezza realizzate con centri specializzati.
Il ruolo di studenti, territorio e imprese
Uno degli aspetti centrali del progetto è il coinvolgimento diretto degli adolescenti, non soltanto come utenti ma come partecipanti alla costruzione della rete. La governance è under 30 e comprende 110 volontari tra 14 e 18 anni, distribuiti nei tre hub di Lecce, Torino e Treviso.
La piattaforma guarda anche al territorio. Negozi e aziende locali potranno partecipare offrendo vantaggi e sconti agli studenti che adottano comportamenti virtuosi. In questo modo, il progetto punta a coinvolgere le imprese nel sostegno alle comunità scolastiche e al benessere dei giovani.
La Mabasta App entra quindi in una fase che unisce strumenti digitali, protagonismo degli studenti e accesso a competenze diverse. Resta centrale la capacità delle scuole e della rete territoriale di trasformare queste funzioni in una presenza costante nella vita scolastica.




