Quinta malattia: sintomi, prognosi e cura

Scritto da
quinta-malattia

Perché si chiama così? Quali sono i sintomi della quinta malattia? Quanto dura? E’ contagiosa? Le risposte alle domande più frequenti sulla quinta malattia.

Perché la chiamano “quinta malattia”?

Sebbene la quinta malattia sopraggiunga in genere tra i 4 e i 5 anni d’età, il suo nome non ha alcuna correlazione all’anno in cui si manifesta. Dipende, invece, dalla classificazione scientifica delle malattie esantematiche che seguono una numerazione precisa: morbillo, scarlattina, rosolia, scarlattinetta, quinta malattia (o eritema infettivo), etc..

I sintomi della quinta malattia

La quinta malattia si può manifestare con mal di testa, lieve febbre, dolori muscolari e sintomi influenzali di breve durata ai quali, dopo 7-10 giorni, si sostituisce una manifestazione cutanea di colore rosso acceso. Inizialmente solo sul viso e, in seguito, anche su braccia, tronco e gambe. L’esantema (dal greco ex-antheo “fiorire”), inoltre, è maggiormente visibile se la pelle è esposta al freddo intenso, al caldo eccessivo o ai raggi solari. La quinta malattia, infatti, appartiene al gruppo delle malattie esantematiche, in altre parole quelle caratterizzate dalla “fioritura” sulla pelle di macchie, vesciche e papule, provocate dal contagio con batteri o virus specifici. In questo caso, la malattia è determinata dal parvovirus B 19.

Prognosi e cura

La quinta malattia è abbastanza diffusa ma la metà della popolazione ne è immune poiché già è provvista di anticorpi. Generalmente colpisce in età pediatrica ma non di rado può verificarsi anche negli adolescenti. Ad ogni modo il suo decorso è benigno e non richiede un trattamento specifico. I sintomi regrediscono fino a scomparire del tutto entro una decina di giorni, ma l’eruzione talvolta può proseguire per 2-3 settimane, sopratutto se si compiono sforzi fisici o se la pelle è esposta a freddo intenso, sole o calore. Come la maggior parte delle malattie esantematiche, anche questa è molto contagiosa e si trasmette generalmente per via aerea. Il contagio, tuttavia, avviene solo nei giorni precedenti la comparsa del rossore, ovvero quando i sintomi della malattia sono già visibili e il pericolo di trasmissibilità è svanito. 

 

Condividi il post:

Categorie dell'articolo:
Salute del bambino

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *