Mortalità materna: il rapporto di Save the Children

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Ogni giorno muoiono 830 mamme nel mondo per complicazioni della gravidanza o del parto. L’attenzione dedicata alla gestazione, al parto e i controlli post partum sono essenziali per ridurre drasticamente la mortalità materna nel mondo.

I dati della mortalità materna nel mondo

La gravidanza e il parto sono momenti speciali e indimenticabili per ogni madre ma sono fasi non prive di rischi. Ancora oggi, divenire madre in alcuni paesi del mondo, significa affrontare spesso da sole difficoltà a volte insormontabili e mettere a rischio la vita propria e quella del nascituro.

Nel 2014, ben 40milioni di donne hanno dato alla luce i loro figli senza alcun tipo di assistenza medica mentre 2 milioni hanno partorito da sole, senza avere vicino nessuna persona che potesse aiutarle in un momento così delicato.

Si stima che nel 2015 più di 300mila donne siano decedute durante la gravidanza o il parto. Molte di queste morti potevano essere evitate se le mamme fossero state seguite o aiutate da personale medico o paramedico formato in maniera adeguata. Nei paesi più poveri solo il 40% delle donne incinte hanno accesso alle quattro visite mediche prenatali raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La levatrice, una figura fondamentale

Le levatrici sono fondamentali laddove non c’è altro tipo di assistenza durante il parto. Ad esempio Sadya Naeemi ha venti anni e lavora già da due anni con Save the Children proprio come levatrice in Afganistan, nella zona del Qarquen. È una cittadina isolata e difficile da raggiungere e il suo aiuto è fondamentale.

Fino al suo arrivo la mortalità materna e dei bambini appena nati era molto elevata ma adesso, grazie al suo impagabile lavoro, la situazione è molto migliorata. Naeemi conosce molto bene la lingua locale e quotidianamente, oltre a far nascere bambini, si impegna a spiegare l’importanza della pianificazione familiare alle donne. 

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