Microchimerismo: cellule fetali per 38 anni nel corpo materno

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Microchimerismo

La notizia non è nuova, infatti, il fenomeno del microchimerismo è ormai noto da diversi anni. In molti però ancora non sanno di cosa si tratti.

Cos’è il microchimerismo

Secondo diversi studi svolti dal 2004 fino a oggi, sembra che le cellule de feto, a partire dalle prime fasi della gestazione, migrino nel corpo materno. Il chimerismo indica la presenza in un corpo di cellule geneticamente differenti dalle proprie, nel caso si tratti dello scambio di cellule tra feto e madre, dato che le cellule interessate da questo scambio sono poche, si parla di microchimerismo.

In parole semplici, le cellule del feto sarebbero in grado di migrare non solo nel sangue materno, ma anche negli organi, e perfino nel cervello! Ma la cosa più interessante è che tali cellule fetali siano in grado di permanere nel corpo materno fino a 38 anni circa dopo il parto. Una cosa che ha da una parte un fascino indescrivibile, dall’altra che spiegherebbe il particolare rapporto tra madre e figlio (ovviamente ci sono le eccezioni, ma qui teniamo a sottolineare i caratteri generali del fenomeno).

I gemelli e il microchimerismo

Ma non è tutto. Pare che tale scambio di cellule avvenga anche tra gemelli, e qui si spiegherebbe anche il particolare rapporto che intercorre tra loro. In un unico individuo potrebbero trovarsi cellule appartenenti ad altri individui, quindi sia della madre che dei figli. Ma c’è ancora di più, perché altri studi condotti nel 2010 e pubblicati sulla rivista medico scientifica PubMed, hanno evidenziato che potrebbe esistere una competizione tra le cellule della nonna materna e del feto.

Gli effetti del microchimerismo

Tutto questo “scambio” cellulare che effetti comporta? Ancora non ne sono stati evidenziati di certi, ma si sta studiando l’ipotesi che la presenza di cellule fetali nel corpo materno riduca la possibilità di contrarre malattie degenerative quali l’Alzheimer e alcune tipologie di tumori. L’ipotesi nasce dal fatto che le donne con l’Alzheimer hanno una presenza di cellule fetali decisamente inferiore rispetto alle donne sane. Naturalmente gli studi, in questo senso, devono proseguire e raggiungere ulteriori conferme, ma si tratta comunque di una teoria affascinante che se fosse confermata aprirebbe notevoli prospettive.

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