Fattore V di Leiden: sintomi, cause e cure

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attore V Leiden in gravidanza
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Il fattore V di Leiden è una malattia genetica ereditaria molto comune che può provocare coaguli di sangue anomali, ovvero la trombofilia

Cos’ è il fattore V di Leiden

Questi coaguli di solito viaggiano nelle vene (trombosi venosa profonda o TVP), ma anche sotto la superficie della pelle (flebite) o fino ai polmoni (embolia polmonare). Alcuni di questi grumi di sangue non fanno gravi danni, altri invece possono trasformarsi in un pericolo per la vita. In gravidanza, ad esempio, questa malattia genetica può provocare aborti spontanei, difetti della placenta, come il distacco placentare, preeclampsia o crescita lenta del feto.

Ereditare questa malattia significa ereditare una copia del gene difettoso, ovvero l’eterozigote, che provoca un lieve rischio di coagulazione del sangue, oppure due copie, una per genitore (monozigote), che invece aumenta il rischio di formare coaguli di sangue.

Sintomi del fattore V di Leiden

 Questa patologia si manifesta, in caso di coagulazione del sangue nelle vene e sotto la pelle, con dolori, gonfiori, rossori e calore, mentre, sul lato destro del cuore fino ai polmoni, con fiato corto, dolore al petto durante la respirazione, tachicardia e tosse caratterizzata da striature di sangue. Sia gli uomini che le donne possono ereditare il fattore V di Leiden, ma l’universo femminile è più predisposto alla formazione di coaguli di sangue soprattutto durante il periodo della gravidanza, interventi chirurgici e l’assunzione di contraccettivi orali o di ormoni estrogeni.

Come curare il fattore V di Leiden in gravidanza

Solitamente i medici sospettano il fattore V di Leiden se i pazienti hanno avuto altri episodi di trombosi, aborti o una storia in famiglia di malattie trombotiche.  A confermalo saranno il Test della Proteina C e il Test Genetico. Una volta diagnosticata la malattia genetica, la terapia da seguire per fluidificare il sangue sarà un trattamento a base di anticoagulanti, come il warfarin, l’eparina o l’eparina a basso peso molecolare. L’eparina:

  • non provoca danni al feto in quanto non penetra nella placenta;
  • non aumenta il rischio di emorragie durante il parto;
  •  non passa nel latte materno

Per le future mamme che soffrono del fattore V di Leiden

Oggi il fattore V di Leiden non è più un ostacolo per la maternità. Le future mamme, che hanno già avuto episodi di trombosi, devono seguire una terapia di iniezioni di eparina a basso peso molecolare e possono portare tranquillamente avanti la loro gravidanza, anche se il rischio di coaguli del sangue è più alto. Le iniezioni vengono effettuate nella piega addominale e devono continuare fino a 6 settimane dopo il parto. Le donne con fattore V di Leiden, senza episodi di trombosi, vengono sottoposte a controlli continui della coagulazione del sangue durante la gravidanza e ad una cura di eparina durante il puerperio.

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Gravidanza

Commenti

  • Io sono messa come te…attualmente in 31 settimane e faccio clexane (leparina) da inizio gravidanza..l’unico.problemino sarà il non.poter far epidurale durante travaglio se dovessi necessitare…

    Michela Donato Michela Donato 24 gennaio 2017 11:42 Rispondi
    • Come mai? Come stai?

      Samanta Piovan Samanta Piovan 24 gennaio 2017 11:47 Rispondi
    • Si può fare ma devono essere trascorse 24 ore dall’ultima iniezione.

      Grazia Garofalo Grazia Garofalo 24 gennaio 2017 12:33 Rispondi
    • Anche io da inizio gravidanza faccio empatia e cardioaspirina….l eparina so di doverla fare fino a dopo il parto mi chiedevo come funziona con la cardio……qualcuna ha esperienze simili se mi va potete contattarmi in privato grazie…

      Montix Montix Montix Montix 24 gennaio 2017 13:07 Rispondi
    • Ciao idem per me seleparina e cardioaspirina fino al compimento del 7 mese, ora ho smesso con la cardioaspirina continuo solo con le iniezioni.

      Sara Simeoli Sara Simeoli 24 gennaio 2017 13:25 Rispondi
  • Anche io come, però sono seguita dall’ ematologo e a 27 settimane mi ha fatto iniziare l’ eparina da 0,4 adesso sono a 34+2 e devo continuare fino a sei settimane dopo il parto

    Antonio E Valeria Romeo Antonio E Valeria Romeo 24 gennaio 2017 11:48 Rispondi
  • Ciao, anche io come te ho il fattore di Leiden più altre mutazioni genetiche della coagulazione. Sono stata seguita da un ematologo ed ho fatto eparina più cardioaspirina appena non accertata la gravidanza

    Grazia Garofalo Grazia Garofalo 24 gennaio 2017 12:23 Rispondi
  • Ho lo stesso problema e ciò mi portava distacco di placenta…dopo gli esami sono stata seguita da un professore di medicina nucleare e dalla 12 settimana ho iniziato cm l.eparina fino a 6 settimana dopo il parto ora la mia piccola ha 4 mesi e mezzo..ho fatto parto naturale a 39 settimane

    Enza Frigenti Enza Frigenti 24 gennaio 2017 13:16 Rispondi
  • Ho lo stesso problema. Faccio iniezioni di Clexane 4000 da inizio gravidanza e credo dovrò continuare dopo il parto… inoltre causa precedenti trombosi e ischemia transitoria porto calze antitrombo.
    Nessuna complicanza, nessun distacco, nulla.. ora sono a 31+2 e va tutto benone!

    Renee Dal Molin Renee Dal Molin 24 gennaio 2017 13:25 Rispondi
  • Anche io mutazione fattore V di Leiden, più altri problemi ematologici/ di coagulaziore. Ematologo e ginecologo hanno lavorato a stretto contatto (un controllo da ognuno al mese). Prendo cardioaspirina da quindici anni e ho continuato per tutta la gravidanza. Eparina aggiunta fin dal positivo e fino a quaranta giorni post parto. Ho fatto cesareo per scelta mia, dovendo interrompere la cardioaspirina una settimana prima e l’eparina 24 ore prima. Tutto filato liscio, ma senza queste accortezze, due anni prima, avevo avuto un aborto spontaneo alla decima settimana.

    Chiara Marra-Costa Chiara Marra-Costa 24 gennaio 2017 13:26 Rispondi

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