Durata della gravidanza: è variabile, lo dice uno studio

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La natura tiene conto della variabilità, l’uomo no. Questa frase si può applicare senza dubbio a tantissime cose, a partire dai giudizi appiccicati come etichette ai bambini, da cui si pretende il raggiungimento di determinate tappe tutti nello stesso periodo se no chissà che ha di strano mio figlio, ma si può applicare soprattutto alla dolce attesa: la durata della gravidanza varia care mamme, state tranquille! Molti sono ancora convinti che il pancione sia come un uovo di pasqua e che si debba “aprire” il giorno del dpp, data del parto presunta. Ma proprio l’Italiano ci spiega che se è presunta non è certa e in quanto tale si dovrebbe lasciar fare alla natura, e invece no, se entro le 40 settimane la donna non partorisce si pensa subito a un bel tc.

Eppure no, la natura (salvo casi di reali complicazioni) non funziona così, e difatti la gravidanza non dura 40 settimane. Non per tutte. Diverse ostetriche formate negli ultimi anni sanno perfettamente che la fisiologia della donna è variabile, ma proprio questa variabile non è quasi mai presa in considerazione. La cosa più assurda è che esistono studi a supporto di questa che non è solo una teoria. Uno dei più completi è quello eseguito da un gruppo di epidemiologi  National Institute of Environmental Health Sciences i quali hanno analizzato ben 125 gravidanze. I risultati mostrano come tra ovulazione e nascita passino circa 38 settimane + 2, quindi 268 giorni più o meno. Da questo studio sono stati esclusi i parti pre-termine e il risultato è che il tempo di gestazione ha una variabilità di circa 5 settimane.

Cosa significa? Che un parto fisiologico può avvenire tra la 38° e la 43° settimana. Lo studio quindi dimostra chiaramente come la gestazione vari da donna a donna e che le misurazioni e i conteggi fino a ora eseguiti siano fallaci. Attualmente per stabilire la data presunta del parto si comincia a contare dal primo giorno dell’ultima mestruazione, eppure, nonostante le ecografie che dovrebbero datare con più precisione il giorno del parto, solo il 4% delle donne partorisce a 280 giorni da quella data.

Non solo, un altro aspetto evidenziato è che quanto più l’embrione impiega a impiantarsi, tanto più lunga è la gestazione. A influenzare la durata della gravidanza sono poi altri fattori quali l’età della gestante e il suo peso. Insomma, sarebbe ora di smetterla di parlare di scadenze, come se la gravidanza fosse un alimento nel frigorifero!

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Gravidanza

Commenti

  • Nessuno dice che non abbiano ragione ma..mettetevi anche nei panni di una madre ke x 9 mesi attende di vedere il suo cucciolo e ha un sacco di pensieri contrastanti!! Non sarà un prodotto in scadenza ma è comunque dura…

    Maria Chiara Santella Maria Chiara Santella 3 gennaio 2016 15:11 Rispondi

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