Cara, sono incinto!

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Quando nel 1994 usciva nelle sale il film Junior, una commedia interpretata da un divertente Arnold Schwarzenegger, l’idea di un uomo che pronuncia le parole “ sono incinto” era rappresentata come pura fantascienza.

Sono passati 20 anni da quella pellicola e, da qualche settimana, la possibilità utopistica che un uomo possa dare alla luce un bambino sta prendendo forma, diventando quasi realtà.

È stato infatti reso noto l’avvio delle sperimentazioni ad opera di alcuni scienziati della Cleveland Clinic, nell’Ohio.

Secondo quanto riferito, al momento il team medico incaricato di portare avanti il progetto sperimentale, starebbe completando la scelta dei candidati su cui innestare un utero trapiantato.

Possibile compiere un prodigio così distante dalla natura?

Sì, secondo un’altra esperta del settore della fertilità, la dottoressa Karine Chung che, affermando che il corpo maschile e quello femminile non presentano poi così grandi differenza dal punto di vista anatomico, ha aperto più di una possibilità sulla gravidanza al maschile entro i prossimi 10 anni.

L’operazione, di certo delicatissima e molto cara, prevede di impiantare un utero all’interno del ventre dell’uomo, di irrorarlo con del sangue collegandovi un arteria, e di intervenire con una terapia ormonale per tenere a freno la produzione di testosterone e favorire quella di progesterone ed estrogeno.

Oltre alle evidenti barriere mediche, che rendono questo esperimento una missione al confine con l’impossibile, il tema ha già sollevato pesanti critiche e questioni di stampo etico.

È possibile sfidare così la natura? Quanto è giusto spingersi al limite con la ricerca scientifica e quando arriva il momento di dire basta?

Cosa comporterebbe togliere alla donna l’esclusività della maternità?

E il parto? Per ora le voci che sono circolate sull’argomento parlano di cesareo: del resto, non possiamo immaginare un uomo alle prese con le doglie!

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