Il flusso sanguigno cerebrale nei neonati prematuri

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Recenti studi, effettuati dal prestigioso Laboratorio di Ricerca dello Sviluppo del Cervello, hanno dimostrato come, nei neonati nati prematuri si possa evidenziare un’alterazione del flusso sanguigno cerebrale. In particolare, è emerso che le aree del cervello profonde, quelle deputate alla sensorialità, nei bimbi prematuri sono più irrorate e più ossigenate. Questa anomalia del flusso sanguigno è correlabile ad uno stress maggiore del neonato, durante le fasi di cognizione emozionale e sensoriale.

Lo sviluppo cerebrale del feto

Durante il terzo trimestre di gravidanza, il cervello del feto subisce uno scatto di crescita e maturazione molto importante. Non si tratta esclusivamente di una maturazione fisica, in quanto, a questo stadio gestazionale, il feto è già completamente formato ed in grado di sopravvivere al di fuori dell’utero materno. Si tratta, principalmente, dello sviluppo delle capacità cognitive, emozionali e sensoriali: meccanismi raffinati e sottili del cervello umano, che hanno origine nelle aree più profonde e meno conosciute ed esplorate dell’organo cerebrale. La maturazione di queste capacità avviene, per il feto, grazie all’interazione con la madre: il suo battito cardiaco, la sua voce ovattata che arriva attraverso il liquido amniotico, la routine di sonno-veglia, e tutto ciò che fa la madre, influisce sullo sviluppo cerebrale del nascituro.

Lo sviluppo cerebrale dei neonati prematuri

Un neonato che viene alla luce senza aver beneficiato di questi tre mesi di interazione, svilupperà la sue capacità cognitivo-sensoriali in un ambiente diverso dall’utero materno e senza il supporto del corpo della madre. Per questo motivo il suo sviluppo cerebrale tenderà ad essere meno veloce e meno completo.

Questo dato è stato estrapolato da uno studio fatto attraverso immagini ASL-MR, in risonanza magnetica ad alta risoluzione. Si è evidenziato un flusso sanguigno più importante, come volume e velocità, nelle aree profonde del cervello, quelle in cui si sviluppano le funzioni sensoriali ed emotive. Questo flusso di sangue anomalo è indicativo di un maggiore stress, che fa pensare ad una difficoltà maggiore del neonato prematuro nell’elaborazione di queste emozioni, rispetto ad un neonato nato a termine. I bambini in cui il dato è stato più indicativo sono quelli con un peso alla nascita inferiore a 1,5 kg e lo studio è stato effettuato confrontando i risultati di 98 neonati prematuri con quelli di 104 bimbi nati a termine, quindi a 40 o più settimane.

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